scuola, aula vuota
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Contributo regionale per docenti e personale ATA: dal sindacato UIL Scuola della Puglia arriva una proposta rivolta al governo regionale che interesserebbe tutto il personale della scuola, docente e ATA, che non usufruisce della Carta del docente. Questo contributo potrebbe rappresentare una sorta di ‘apripista’ verso il bonus di 500 euro negato ai precari e agli ATA? Di seguito facciamo il punto della questione.

Il sindacato UIL Scuola della Puglia propone l’istituzione di un contributo regionale

In queste ultime settimane si sta tanto discutendo della Carta del docente riservata al momento esclusivamente agli insegnanti di ruolo: dopo la nuova sentenza del Consiglio di Stato (N. 1842/2022) che riconosce il diritto al bonus ai supplenti di religione, potrebbero prospettarsi nuove possibilità affinché questo si estenda a tutto il personale scolastico. In quest’ottica, infatti, si collocano i ricorsi promossi già da vari sindacati.

Una proposta per il personale scolastico arriva dalla UIL Scuola della Puglia: “un contributo economico una tantum da destinare ai docenti e ATA della scuola pugliese non destinatari del bonus per la formazione, per permettere loro di accedere a progetti formativi o di acquistare strumentazione tecnologica da dedicare alla crescita professionale”. Il segretario generale della UIL Scuola Puglia, Gianni Verga, si appella al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e all’assessore regionale all’istruzione, Sebastiano Leo per istituire tale contributo regionale, seguendo in questo modo l’esempio del Lazio: qui, infatti, un bando pubblicato nei giorni scorsi prevede misure di sostegno per i docenti precari delle scuole di ogni grado della regione.

Misura ‘apripista della carta docente’?

Per il segretario Verga tale contributo regionale sarebbe “uno strumento utile a non disperdere l’esperienza del personale che potrebbe prepararsi a sostenere le future sfide nel mondo della scuola e che oggi più che mai ha bisogno di continuo e costante aggiornamento”. Per Verga, se la regione Puglia accogliesse l’iniziativa, sarebbe certamente un aiuto per il personale scolastico che durante i due anni della pandemia ha dovuto sostenere spese per l’autoformazione e per acquistare la strumentazione tecnologica necessaria alla DAD.

È lo stesso segretario a definire il progetto come una sorta di “apripista alla carta docente”: di certo se la regione accogliesse la proposta, questo costituirebbe un supporto per il personale interessato. Tuttavia, la questione della carta docente sembra destinata a trafile più lunghe, prima oggetto di argomento nelle aule dei tribunali e poi si spera in quelle di governo.