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Le problematicità sembrano una caratteristica costante del mondo della scuola: ancora l’anno scolastico 2021/22 è in corso e mancano a tutto oggi varie settimane alla sua conclusione, ma già si prospettano alcuni seri problemi che si dovranno fronteggiare in vista del prossimo mesi di settembre 2022. Grazie alla segnalazione di alcuni quotidiani, salta alla ribalta l’emergenza di trovare spazi e aule da destinare alle attività didattiche e docenti specializzati per ricoprire le cattedre in organico di fatto.

La scuola deve fronteggiare il problema degli spazi necessari

Quello dell’edilizia scolastica, del reperimento degli spazi e della loro manutenzione è un problema di vecchia data per il mondo della scuola: in molte realtà, infatti, non solo scarseggiano gli spazi adibiti alle attività didattiche, ma spesso questi versano in pessime condizioni e necessitano di manutenzione. Qualche tempo fa, ad esempio, abbiamo messo in luce come l’inserimento dell’educazione motoria nelle classi quarte e quinte della primaria (oltre ai ritardi nell’indizione del concorso), dovrà fare i conti anche con l’assenza di palestre e di spazi idonei all’attività fisica in moltissime scuole della primaria.

In un articolo di ieri, 5 aprile, del quotidiano ‘Il Messaggero’ si denunciava la situazione di molte scuole nel comune di Roma, dove a quanto pare per il prossimo settembre 2022 mancherebbero le aule per circa 3000 studenti nuovi iscritti: secondo quanto riportato, sarebbero necessari circa 880 milioni di euro per ultimare la manutenzione straordinaria e riattivare quella ordinaria in molte scuole superiori delle capitale e della provincia. Mario Rusconi, presidente dell’Anp Roma spiega che “Il problema è tutt’altro che marginale: abbiamo chiesto una mappatura completa degli spazi disponibili al Comune, ricorrendo a quelle strutture comunali e dell’ex provincia con locali non pienamente utilizzati usando spazi o edifici privati da riconvertire all’uso scolastico”.

Carenza di docenti specializzati

La scuola dovrà fare i conti anche con il reperimento dei docenti specializzati nelle attività didattiche del sostegno agli alunni con disabilità: è vero che il Ministero ha attivato il VII ciclo del TFA sostegno, ma abbiamo anche visto che la disparità nella distribuzione territoriale dei posti, che tra l’altro è una caratteristica ormai da anni, non aiuterà certamente tutte quelle realtà in cui ogni anno si registrano forti carenze in merito. E anche se nelle aule dei tribunali si stabilisce che l’alunno con disabilità deve avere il supporto di un docente specializzato, in tantissimi casi la scuola non può garantirlo.

La questione non riguarda solo le realtà delle scuole del Nord Italia: qualche giorno fa un articolo su ‘La Nuova Sardegna’ segnalava che, a settembre, nelle scuole sarde, su 8000 insegnanti necessari dal prossimo settembre circa 3500 non saranno specializzati, in modo particolare alla secondaria di I e II grado. Nell’isola i posti disponibili per il nuovo TFA sono 450, di cui 150 a Sassari e 300 nell’ateneo di Cagliari: numeri ancora non sufficienti per colmare i buchi negli organici.