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I rinnovi dei contratti degli statali dovranno essere finanziati attraverso i tagli alla spesa pubblica. Ne ha dato notizia il quotidiano ‘Il Messaggero’ nell’edizione di oggi, domenica 10 aprile 2022. Si tratta di una novità contenuta nel DEF, il Documento di economia e finanza che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi. Vediamo in dettaglio.

Rinnovo contratti statali e DEF, novità legame aumento stipendi-tagli alla spesa pubblica

Secondo quanto contenuto nel capitolo dedicato alle cosiddette ‘politiche invariate‘, i prossimi aumenti stipendiali per gli statali saranno inevitabilmente legati ai tagli alla spesa pubblica. Per il triennio 2023/25, dovranno, infatti, ripartire le procedure di spending review, ‘congelate’ durante la pandemia e sostituite da scostamenti miliardari per finanziare misure di aiuto. Tutto ciò è motivato dal fatto che la revisione della spesa rappresenta una delle riforme ‘abilitanti’ previste dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

Si tratta di una novità che non farà certamente piacere ai dipendenti della Pubblica Amministrazione, ancor meno ai lavoratori del comparto Scuola, già ampiamente penalizzato sul fronte buste paga. ‘Il Messaggero’, senza mezzi termini, parla di ‘ritorno verso politiche di maggiore austerity’. 

Contratti statali, sin qui solo l’OK per il comparto Funzioni centrali

Per quanto riguarda i rinnovi contrattuali, solamente le Funzioni centrali hanno già firmato la pre-intesa. Ancora nulla di fatto per i comparti Sanità, Enti Locali e, naturalmente, per la Scuola

Per il comparto Funzioni centrali, il CdM ha approvato, mercoledì scorso, gli aumenti che vanno da 63 a 117 euro lordi mensili: saranno pagati nel mese di maggio. 

Da aprile, indennità di vacanza contrattuale negli stipendi dei dipendenti pubblici 

Da questo mese di aprile, poi, tutti i dipendenti pubblici hanno cominciato a percepire un’indennità di vacanza contrattuale che arriva fino a 8 euro lordi mensili, in attesa che l’esecutivo possa stanziare i fondi per il prossimo rinnovo contrattuale e per permettere all’Aran e ai sindacati di avviare le trattative.

Quante risorse serviranno per i rinnovi contrattuali? Le cifre indicate dal DEF parlano di 3,8 miliardi per il 2023 e di 4,5 miliardi per il 2024. Ma nel documento si parla di ‘ipotesi meramente tecniche’. L’indicazione “politica”, come abbiamo detto poc’anzi, è che queste somme dovranno essere reperite attraverso il ritorno della cosiddetta ‘spending review‘.