Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi
Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi

Riforma reclutamento docenti, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha provveduto a convocare i sindacati per la giornata di martedì 12 aprile per un incontro importante riguardante il nuovo sistema di reclutamento. La riforma del reclutamento docenti è, indubbiamente, la più attesa tra le sei riforme previste dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). In primo piano, naturalmente, i concorsi, ma anche i percorsi formativi abilitanti all’insegnamento. 

Riforma reclutamento docenti, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, accelera sul nuovo sistema

L’incontro in programma martedì prossimo, 12 aprile, rappresenterà certamente un’occasione per parlare di quanto sta avvenendo nelle prove scritte del concorso ordinario della scuola secondaria. Oltre all’elevato numero di bocciati, sul banco degli imputati sono finiti gli ormai celebri ‘quiz a crocette’, ritenuti assolutamente inadeguati per valutare la preparazione professionale del singolo candidato. Per di più, le segnalazioni pervenute ai sindacati riguardano anche l’ambiguità di alcune domande, ovvero la poca chiarezza. 

Concorsi

Il ministro stesso ha ammesso che l’attuale procedura concorsuale ha bisogno di essere rivista. Ma anche le parole di Bianchi (‘È un concorso che noi abbiamo ereditato dal passato, con una modalità di organizzazione anche delle prove che si è dimostrata non adeguata’) hanno sollevato polemiche. 

Alla luce di quanto sta avvenendo con il concorso secondaria, ci si chiede come saranno articolati i prossimi concorsi: è probabile che il ministro Bianchi possa già illustrare alle Organizzazioni Sindacali l’impianto strutturale delle nuove procedure di selezione dei candidati aspiranti al ruolo. Bianchi ha già anticipato che l’intenzione del Ministero dell’Istruzione è quella di prevedere ‘concorsi con cadenza annuale’, secondo delle precise esigenze, dettate dal fabbisogno nelle diverse classi di concorso.

Cosa dice il documento del PNRR sulla riforma del reclutamento docenti?

Sul documento del PNRR non vengono date particolari disposizioni in merito alla prossima riforma del reclutamento docenti ma soltanto delle direttive. Qui si legge: ‘Il rafforzamento dell’offerta formativa presuppone un miglioramento delle competenze del corpo docente in servizio, a partire dal suo reclutamento.

A tal fine, la riforma del sistema di reclutamento dei docenti ridisegna le procedure concorsuali per l’immissione nei ruoli del personale docente rafforzando, secondo modalità innovative, l’anno di formazione e prova, mediante una più efficace integrazione tra la formazione disciplinare e laboratoriale con l’esperienza professionale nelle istituzioni scolastiche.

Completa il processo di rafforzamento delle competenze una riforma che introduce un sistema di formazione continua in servizio. Questo, insieme ad una migliore pianificazione del bisogno di insegnanti, consentirà di affrontare il cronico mismatching territoriale. L’attuale sistema di reclutamento degli insegnanti richiede una revisione finalizzata a poter coprire, con regolarità e stabilità, le cattedre disponibili con insegnanti di ruolo.

Tale misura ha l’obiettivo strategico di comportare un significativo miglioramento della qualità del sistema educativo del nostro Paese che non può non passare attraverso un innalzamento delle professionalità del personale scolastico. Il processo normativo sarà avviato nel 2021 e concluso nel 2022′.

Nuovi PAS

C’è, poi, un’altra questione importante da affrontare, quella relativa ai nuovi percorsi formativi abilitanti all’insegnamento (PAS). Dal confronto in programma martedì prossimo, si attendono novità in questa direzione.

Il vicepresidente della commissione Cultura al Senato, Mario Pittoni, ha dichiarato, nei giorni scorsi, di aver illustrato al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, la bozza della normativa preparata dalla Lega. Pittoni, in merito al concorso secondaria, ha parlato di ‘pasticcio annunciato’ e della necessità di riattivare, con la massima urgenza, i PAS, rendendoli strutturali.

Uno step importantissimo, al fine di evitare che si disperda ‘il patrimonio d’esperienza di centinaia di migliaia di docenti da troppi anni confinati nelle graduatorie per le supplenze per inadempienze dell’Amministrazione’.

Doppio canale di reclutamento per i precari ‘storici’

Oltre alla questione PAS, c’è anche il tema della stabilizzazione dei precari cosiddetti ‘storici‘ perché, di fronte ad una nuova riforma del reclutamento docenti, è necessario trovare, in primis, una soluzione per chi, da anni e anni, continua ad insegnare come supplente. La soluzione indicata sia dalle forze politiche che dai sindacati è quella del doppio canale di reclutamento.

 Il segretario di Uil Scuola, Pino Turi, a questo proposito, ha sottolineato l’esigenza di un nuovo sistema di reclutamento: ‘In 2 anni sono stati banditi ben 8 concorsi nei vari ordini di scuola tra straordinari, ordinari, abilitanti, con procedure smart, e qualcun altro è pensato per il futuro. Appena 2 concorsi sono stati portati a termine. Serve immettere in ruolo i precari con 36 mesi di servizio e cambiare il reclutamento‘.