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Denaro

All’indomani della presentazione della bozza sulla riforma del reclutamento, si registrano già forti polemiche da parte di sindacati e docenti: tra gli aspetti più contestati ci sono gli aumenti stipendiali legati alla formazione continua. La proposta del Ministro Bianchi sugli scatti accelerati corrispondenti a percorsi formativi pluriennali non piace affatto: di seguito forniamo alcuni ulteriori chiarimenti sul sistema previsto e i pareri negativi già emersi.   

In attesa del rinnovo contrattuale, il Ministero prospetta un nuovo sistema di progressione stipendiale

Alla luce della bozza ministeriale sul reclutamento e l’avanzamento di carriera, diventa ancora più bollente la questione degli aumenti stipendiali: da mesi il personale scolastico attende il rinnovo del CCNL, i corrispettivi arretrati e adeguamenti dello stipendio, ma ancora non si ha nulla di fatto.

Ed in una situazione già turbolenta si inserisce il progetto di legare la progressione di carriera, e quindi della retribuzione, alla formazione continua strutturata in 5 step di 4-5 anni ciascuno. In precedenti articoli abbiamo illustrato i nuovi scatti che i docenti potrebbero compiere: ricordiamo infatti che questo avviene su base volontaria, fermo restando la progressione salariale derivante dagli scatti di anzianità.

Ulteriori precisazioni su come avvengono gli aumenti stipendiali sulla base della formazione continua

Cosa avverrebbe nel concreto qualora la bozza ministeriale diventasse decreto? I docenti di ruolo di qualsiasi ordine e grado che volessero ottenere aumenti stipendiali in anticipo rispetto agli anni di servizio svolti, dovrebbero dedicarsi alla formazione continua organizzata dalla Scuola di Alta Formazione del sistema nazionale pubblico di istruzione. Questa si avvale dell’Indire, dell’Invalsi, si raccorda con gli uffici del Ministero dell’istruzione e stipula convenzioni con le università, con le istituzioni AFAM e con soggetti pubblici e privati, fornitori di servizi certificati di formazione.

Ad ogni step formativo corrispondono aumenti stipendiali: per accedere ad ogni scatto il docente deve sostenere sia verifiche intermedie che finali sul percorso svolto, effettuate dal comitato per la valutazione, organo della Scuola di Alta Formazione. Per quelle finali il suddetto comitato si integra con un dirigente tecnico o un dirigente scolastico di un altro istituto scolastico.  

Il docente dovrà svolgere ore aggiuntive rispetto a quelle di didattica in aula previste dal contratto: il docente svolge a settimana nella propria istituzione scolastica, rispettivamente, almeno tre ore aggiuntive nella scuola dell’infanzia e primaria e almeno sei ore aggiuntive nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado rispetto alle ore di didattica in aula previste a normativa vigente.

La partecipazione alle attività formative è valutabile ai fini della formulazione della graduatoria interna di istituto, dei trasferimenti a domanda e d’ufficio, nonché della mobilità professionale: in particolare, sono 3 i punti da attribuire per ogni superamento di verifica intermedia annuale, 6 punti per ogni superamento di verifica finale.