docente alla cattedra
docente alla cattedra

La riforma del reclutamento per gli insegnanti presentata dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi dovrebbe essere varata entro giugno. Porterà novità importanti sia per i neo laureati, che per i precari storici. Ma, soprattutto per questi ultimi, non sono le novità che ci si aspettava. Pittoni ha già fatto notare l’assenza dei PAS, su cui invece di contava. In ogni caso, ricordiamo che il testo del decreto è una bozza, quindi ancora suscettibile di modifiche.

La riforma del reclutamento: concorsi annuali e fase transitoria

La riforma del reclutamento prevede concorsi su base annuale, anziché biennale come adesso. L’obiettivo è arrivare a 70mila immissioni in ruolo entro il 2024.

Oltre a due percorsi distinti per i neo laureati e i precari con tre anni di servizio, il testo del decreto parla di una fase transitoria a step, fino al 2024, per accelerare l’immissione in ruolo dei docenti. In cosa consiste?

  • chi ha la laurea magistrale e 30 CFU formativi universitari e accademici, potrà accedere al concorso docenti,
  • se lo supera, otterrà un contratto di supplenza part time e dovrà integrare la formazione iniziale con altri 30 CFU,
  • poi, dovrà superare la prova finale per ottenere l‘abilitazione,
  • una volta abilitato, il docente potrà insegnare nelle scuole paritarie,
  • per completare il percorso e insegnare nelle scuole statali dovrà intraprendere l‘anno di prova, con valutazione finale,
  • la valutazione positiva porterà all’immissione in ruolo.

Come si diventa insegnante dal 2022

Come detto sopra, sono previsti due percorsi distinti per diventare insegnanti.

Il primo percorso, per i neo laureati, prevede:

  • una laurea magistrale o a ciclo unico,
  • un corso di formazione nei centri di Ateneo per il conseguimento di 60 crediti formativi,
  • una prova di abilitazione che darà l’accesso al concorso a cattedra,
  • chi supera il concorso, accederà all’anno di prova con valutazione finale, che
  • se sarà positiva, permetterà l’immissione in ruolo.

Il secondo percorso, per i precari con 36 mesi di servizio, prevede:

  • accesso diretto al concorso pubblico
  • se lo si supera, riallineamento formativo tramite un contratto part-time + percorso finalizzato all’acquisizione di 30 CFU nei centri di Ateneo,
  • prova di abilitazione e anno di prova.

I sindacati hanno già evidenziato alcune criticità. Tra questi, Marcello Pacifico di Anief ci ha rilasciato un commento a caldo sulla complessità di diventare insegnante.