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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci dall’Ufficio Stampa di Luca Fantò, Referente PSI scuola, università e ricerca.

‘L’istruzione pubblica non rientri nelle materie dell’autonomia regionale’

La saggezza finalmente sembra affacciarsi al discorso sull’autonomia regionale.

Finalmente non si parla di autonomia come strumento per raccogliere consensi elettorali ma per puntare ad un’efficace salto di qualità nella vita di tutti i cittadini italiani.

Giovedì scorso, in Veneto, anche il PD, con una Conferenza stampa dei suoi principali dirigenti, ha manifestato la consapevolezza di quanto grave sarebbe la regionalizzazione dell’Istruzione pubblica e di quanto il dibattito leghista incentrato sul “tutto e subito” sia di ostacolo ad una reale riforma delle Regioni. Il “tutto” è difficile da ottenere e il “subito” (sono passati 4 anni dal “referendum” elettorale di Veneto e Lombardia) è ormai una chimera relegata all’immaginario elettorale leghista.

Noi socialisti auspichiamo che anche in Emilia-Romagna e Lombardia, si manifesti altrettanta consapevolezza politica ed istituzionale.

Se è vero com’è vero che l’istruzione pubblica è il principale strumento di unità nazionale e che si ponga come obiettivo quello di rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza dei cittadini, è evidente quale sia il progetto che sottende alla sua regionalizzazione dell’istruzione.

Noi socialisti, siamo stati in passato tra i promotori della nascita e dell’autonomia delle Regioni in quanto strumento di coordinamento e gestione dei territori, mai però potremo accettare la balcanizzazione culturale di un Paese che, diviso politicamente sin dal Medioevo, è sempre stato culturalmente unito.