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DSGA, lo studio legale dell’Avvocato Maria Rosaria Altieri ha pubblicato una nota che si riferisce alla sentenza N. 378 del 5 aprile 2022, emessa dal Tribunale del Lavoro di Velletri: la sentenza ha ritenuto illegittima la revoca dell’Ufficio Scolastico della seconda posizione economica ad un’assistente amministrativa che aveva rifiutato l’incarico da DSGA su posto vacante.

DSGA, sentenza Tribunale di Velletri: illegittima la revoca dell’Ufficio Scolastico della seconda posizione economica  

In merito al ricorso patrocinato dall’Avvocato Maria Rosaria Altieri, il Giudice ha precisato che l’attribuzione della seconda posizione economica all’assistente amministrativo riscontra una valorizzazione della sua professionalità che consente al Ministero dell’Istruzione di utilizzarlo anche per le più complesse mansioni di sostituzione del DSGA.

Tuttavia, nel caso di assenze temporanee del DSGA (malattia, ferie, motivi di famiglia e simili), la sostituzione ha rilievo soltanto con riguardo all’attività dell’istituto scolastico di riferimento, sicché tale sostituzione è espressione di un dovere istituzionale gravante in capo all’assistente amministrativo.

Invece, nel diverso caso di sostituzione del DSGA su posto vacante per l’intero anno scolastico, c’è una modifica dell’oggetto del contratto sotto il profilo della qualità e quantità della prestazione lavorativa dovuta, con conseguente insindacabilità del diniego opposto dal lavoratore alla relativa proposta dell’amministrazione.

Ed invero, nell’ipotesi di sostituzione temporanea non si hanno modificazioni del trattamento economico (salva com’è ovvio migliore previsione collettiva), mentre nell’ipotesi di sostituzione su vacanza del posto è previsto un maggior compenso, adeguato al diverso oggetto della prestazione.

Sulla base di tali considerazioni, il Tribunale ha ordinato l’immediata reintegra della ricorrente nella seconda posizione economica e ha condannato il Ministero dell’Istruzione alla restituzione delle somme indebitamente trattenute dallo stipendio a seguito della revoca del beneficio, pari ad oltre 10.000,00 euro.