Il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi
Il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi

Riforma reclutamento docenti, dopo le indiscrezioni filtrate nei mesi scorsi, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi ha svelato i punti riguardanti il nuovo sistema di reclutamento che dovrebbe essere adottato in futuro. Una riforma, però, che è stata accolta da un coro pressoché unanime di critiche, partendo dai sindacati per arrivare alle forze politiche, passando naturalmente dai diretti interessati, ovvero i precari della scuola.

Riforma reclutamento docenti, il ministro Bianchi nell’occhio del ciclone

Sono diversi i punti della riforma che non piacciono, sia quelli riguardanti la partecipazione ai concorsi che quelli legati alla formazione degli insegnanti. L’intenzione del ministro sarebbe quella di porre il testo della riforma sul tavolo del Consiglio dei Ministri già questa settimana: si parla di un possibile esame per domani, 21 aprile.

Come fa notare ‘Orizzonte Scuola’, però, non è da escludere un rinvio, considerando la positività al Covid del premier Mario Draghi e la valanga di polemiche che hanno accompagnato la presentazione della riforma. In ogni caso, la nuova riforma dovrà essere ufficializzata entro il prossimo mese di giugno secondo la roadmap fissata dal PNRR.

Le critiche delle forze politiche

La politica ha duramente criticato la riforma. Secondo il vicepresidente della Commissione Cultura al Senato, Mario Pittoni (Lega), il testo risulta deficitario su due punti fondamentali, l’abilitazione e la stabilizzazione dei precari.

Anche il M5S non è contento, affermando di non poter accettare delle soluzioni a scatola chiusa. I pentastellati chiedono tempo per approfondire i punti contenuti nella riforma e chiedono la garanzia di un ampio percorso di condivisione che consenta al Parlamento di intervenire prima dell’approdo in CdM.

La dura reazione dei sindacati e dei precari

Anche i sindacati sono compatti contro la riforma del ministro Bianchi. Pino Turi (Uil Scuola): ‘Il sistema dei concorsi è un fallimento – ha dichiarato il leader sindacale in un’intervista a ‘Orizzonte Scuola’ – invece di fare un passo indietro, il governo con questa riforma raddoppia, inserendo esami su esami anche dopo aver conseguito l’accesso in ruolo. È una controriforma inattuabile che estende i problemi dei precari ai docenti di ruolo. Grave che non ci sia stato alcun confronto, ma il sindacato non resterà alla finestra a guardare’.

Francesco Sinopoli (Flc-Cgil): ‘Sulla carriera dei docenti il ministro Bianchi ha illustrato l’introduzione di un nuovo sistema da realizzare con il decreto’, definendolo ‘una proposta indecente ed irricevibile’. 

Anche i precari si sono schierati contro la riforma del ministro Bianchi: l’hanno definita ‘un percorso ad ostacoli’ , l’ennesima vessazione nei confronti di chi, da anni, sorregge i pilastri della scuola pubblica italiana.