Mani, soldi
Aumenti stipendio

Assegno unico universale per i figli a carico maggiorenni: arriva una nuova stretta da parte dell’Inps sui requisiti necessari per beneficiare del sostegno. Vediamo subito quali sono le nuove regole ed i nuovi parametri da rispettare. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Assegno unico universale figli maggiorenni

A partire dallo scorso 1° marzo, il governo ha istituito l’assegno unico universale per i figli a carico fino ai 21 anni e senza limiti di età per i figli disabili. Un sostegno, quindi, mensile il cui importo può variare a seconda dell’Isee del nucleo famigliare.

Nello specifico, si va da un minimo di 50 euro ad un massimo di 175 per ogni figlio minorenne e da un minimo di 25 ad un massimo di 85 euro per i maggiorenni. Valori cui si aggiungono eventuali maggiorazioni in caso di disabilità, madri di età inferiore ai 21 anni, famiglie numerose o con Isee al di sotto dei 25 mila euro.

Ad ogni modo, come riportato anche da ‘Il Sole 24 Ore‘, l’Inps ha recentemente avviato ulteriori verifiche per le richieste riguardanti principalmente i figli maggiorenni, per i quali l’Istituto ha disposto requisiti più stringenti all’interno del messaggio n. 1714 del 20 aprile 2022. Ecco tutte le ultime novità a riguardo.

I nuovi requisiti

Secondo quanto previsto dalla legge, l’assegno unico per i figli maggiorenni a carico fino al compimento dei 21 anni è previsto nel caso in cui:

  • si frequenti un corso di formazione scolastica, professionale o un corso di laurea;
  • si svolga un tirocinio e si possieda un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
  • il figlio in questione si trovi in stato di disoccupazione e sia in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • si svolga il servizio civile universale.

Con il messaggio del 20 aprile, l’Inps ha poi precisato in riferimento alla seconda condizione “che il reddito complessivo ai fini Irpef è dato dalla somma di tutti redditi imponibili, al lordo degli oneri deducibili e di eventuali detrazioni spettanti (compresi quindi, ad esempio, i redditi da locazione)”.

L’Istituto si è inoltre soffermato su due casistiche in particolare: quella del figlio maggiorenne che convive e quella del figlio maggiorenne che non convive.

A tal proposito, l’Inps ha precisato che in entrambi i casi si devono verificare contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • nel secondo anno solare antecedente, il reddito complessivo lordo del figlio maggiorenne non deve essere superiore alla soglia di 4 mila euro;
  • nell’anno di riferimento dell’assegno unico, il reddito complessivo lordo presunto non deve superare gli 8 mila euro.

Possiamo, dunque, concludere che nel caso del figlio maggiorenne fuori casa la soglia di reddito da rispettare è doppia.