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Con l’approvazione del testo di legge a favore della doppia laurea, come cambierà la ricerca del lavoro per i giovani? Come sarà accolta questa importante novità dalle aziende? Vediamo subito quali saranno i vantaggi per chi si affaccerà nei prossimi anni al mondo del lavoro.

Come funzionerà la doppia laurea

Grazie all’approvazione del testo di legge, che supera il divieto imposto nel 1933, a partire dal prossimo anno accademico sarà finalmente possibile iscriversi a due corsi di laurea contemporaneamente, appartenenti anche a diversi istituti. Tuttavia, non sarà permesso iscriversi a due corsi della stessa classe o a due corsi di specializzazione medica.

Ad ogni modo, i criteri e le modalità per consentire agli studenti la doppia iscrizione dovranno essere definiti entro 70 giorni dall’entrata in vigore del decreto, tramite un provvedimento del Miur. Nello specifico, il regolamento dovrà fornire indicazioni dettagliate soprattutto sui corsi con frequenza obbligatoria e favorire il conseguimento di titoli finali doppi o congiunti.

Come cambierà la ricerca del lavoro

Di fatto, la novità della doppia laurea è stata accolta con favore dalla maggioranza. L’onorevole Alessandro Fusacchia l’ha definita “un’importante opportunità per i giovani”.

Allo stesso modo anche Matilde Marandola, presidente Aidp (associazione di direttori del personale), ha evidenziato i vantaggi dell’iniziativa.

“È finalmente decaduto un divieto del 1933 che che possiamo ormai considerare anacronistico. In un mondo sempre più inclusivo, fluido e globalizzato dove il confronto e la diversità sono diventati concetti chiave, seguire due percorsi è una possibilità interessante”.

Per Mario Mantovani, presidente Manageritalia, invece la doppia laurea “elimina un vincolo obsoleto che all’estero non esiste”.

La legge permetterà così ai giovani di avere più scelta all’interno del mondo del lavoro. Soprattutto dal momento che il vero obiettivo è quello di far acquisire agli studenti competenze flessibili, frequentando contemporaneamente un corso stem ed uno umanistico.

In questo scenario la parola d’ordine è, quindi, interdisciplinarietà. Un diktat che potrebbe anche riuscire a spingere le stesse imprese italiane ad aggiornarsi.

Rimane tuttavia ancora da sciogliere la questione relativa ai costi, affinché questa opportunità diventi tale e non rimanga di appannaggio esclusivo di pochi.