scuola, aula vuota
aula vuota

Si torna a parlare di comportamenti molesti nell’ambito scolastico: stavolta, in base a quanto riportato dal ‘Corriere della Sera’ di oggi 26 aprile, si tratta del caso di un’insegnante di una scuola veronese che avrebbe infastidito pesantemente una collega e un’impiegata amministrativa già da qualche tempo. Adesso per la docente stalker sono partite le denunce: di seguito la ricostruzione della vicenda.

La vicenda della docente stalker

In una scuola superiore di Verona, una professoressa e un’impiegata di segretaria hanno sporto denuncia nei confronti di un’ insegnante di 46 anni a seguito di comportamenti giudicati dalle vittime come “minacciosi, offensivi, e molesti”. La docente stalker adesso è finita sul registro degli indagati e su di lei pende l’accusa di atti persecutori: la giudice Carola Musio, incaricata di seguire le indagini preliminari, stando a quanto riportato e sotto richiesta della Procura di Verona, avrebbe imposto alla prof violenta il divieto di avvicinarsi alle due denuncianti. La docente può continuare a restare in servizio all’interno della scuola, ma dovrà mantenere le distanze sia dalla collega che dall’impiegata.

La querela sarebbe scattata dopo il verificarsi di varie circostanze violente nei confronti delle due malcapitate: in almeno quattro episodi si è dovuto richiedere l’intervento dei carabinieri presso la stessa scuola per porre fine agli eccessi dei comportamenti molesti della prof ora indagata. In base a quanto riportato, vari sarebbero i comportamenti persecutori che la docente stalker avrebbe commesso: più volte avrebbe inveito contro la collega, offendendola e ingiuriandola pubblicamente, anche davanti agli alunni, interrompendo le sue lezioni, urlandole davanti a tutti di “fare schifo”, “sei una bestia”, arrivando anche a minacciare di ammazzarla e di fargliela pagare.

Altrettanto pesanti gli atteggiamenti ai danni dell’impiegata: stando al capo d’accusa, avrebbe più volte fatto irruzione nel suo ufficio per insultarla, sputandole contro, lanciandole addosso oggetti e rincorrendola nei corridoi intimandole che l’avrebbe uccisa.

Atteggiamenti violenti anche in passato, ma cosa rischia adesso?

L’accusa ritiene che i comportamenti della docente stalker hanno determinato l’effetto di “provocare nelle parti offese un grave e perdurante stato di ansia nonché di timore per la propria incolumità, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita”: la prof importunata, infatti, si faceva accompagnare dai colleghi e dai bidelli ogni volta in cui entrava o usciva da scuola, l’impiegata si chiudeva a chiave nel proprio ufficio.

Inoltre, in base a quanto emerge dalle indagini, la docente stalker avrebbe manifestato atteggiamenti violenti anche davanti gli alunni, tanto che tra dicembre 2021 e lo scorso febbraio, si è reso necessario l’intervento dei carabinieri. La stessa dirigente scolastica, a fine novembre 2021, si sarebbe rivolta all’Arma per porre fine ai comportamenti dell’insegnante, segnalando che già due volte si era “inviata a visita”.

Dal canto suo, l’indagata avrebbe ammesso che già in una scuola in cui ha prestato servizio in precedenza, avrebbe colpito con un pugno la vicepreside, rompendole un dente, dichiarando che i suoi atteggiamenti sono causati da stati di ansia: in quell’occasione se l’è cavata con soli 15 giorni di sospensione dal servizio, ma adesso, come avverte il gip nell’ordinanza, se si avvicina alle due denuncianti, rischia la custodia cautelare in carcere.