Docente alla cattedra
Docente alla cattedra

I docenti dedicano all’insegnamento meno della metà del proprio orario di lavoro. L’ultimo rapporto Eurydice, intitolato “Insegnanti in Europa: Carriera, sviluppo professionale e benessere“, ha dedicato un capitolo a questo argomento: in realtà, questa tendenza si avverte non solamente in Italia ma un po’ in tutta Europa. Vediamo, in particolare, cosa si legge nell’ultimo quaderno Eurydice.

Orario di lavoro dei docenti, dati TALIS pubblicati nell’ultimo quaderno Eurydice

‘L’orario di lavoro degli insegnanti – si legge – è regolamentato in ogni sistema educativo europeo. Tuttavia, i paesi possono definire l’orario di lavoro in diversi modi: orario di lavoro complessivo, ore di insegnamento e/o tempo di disponibilità a scuola. Nella maggior parte dei paesi dove l’orario di lavoro complessivo è regolamentato, gli insegnanti a tempo pieno lavorano 40 ore a settimana, variando da 30 ore in Grecia e Albania a 42 ore in Svizzera e Liechtenstein.

I dati TALIS rivelano che, in media, gli insegnanti in Europa hanno dichiarato di lavorare 39 ore a settimana. Secondo la normativa, le ore di insegnamento vanno da un minimo di 12 ore a settimana in Turchia a un massimo di 26 ore a settimana in Ungheria. In media, gli insegnanti a tempo pieno nell’UE riferiscono di insegnare quasi 20 ore a settimana. C’è quindi una chiara convergenza tra la normativa e la pratica.

Facendo riferimento a tutti i compiti da svolgere, gli insegnanti dichiarano di dedicare meno della metà del loro tempo all’insegnamento. I compiti direttamente connessi all’insegnamento (ovvero, la pianificazione/preparazione delle lezioni e la valutazione/correzione) richiedono quasi un quarto del loro tempo. Altri compiti, come il lavoro amministrativo, la gestione scolastica, le comunicazioni con i genitori, ecc. impegnano l’altro quarto. Inoltre, quando gli insegnanti hanno più ore di lavoro, l’equilibrio tra queste diverse dimensioni cambia. Infatti, gli insegnanti che lavorano più a lungo tendono a dedicare, in proporzione, meno tempo all’insegnamento e più tempo ad altri compiti.

La proporzione può arrivare fino a un terzo del tempo di lavoro dedicato all’insegnamento. Alcune autorità superiori stanno rivedendo il carico di lavoro degli insegnanti per ridurre il peso dei compiti non essenziali, riorientare gli sforzi verso le responsabilità principali e diminuire il tempo dedicato alle esigenze amministrative’.

‘Oltre all’insegnamento – afferma il rapporto – gli insegnanti devono svolgere molti altri compiti, compresi quelli relativi all’amministrazione, all’organizzazione e alla pianificazione, alla valutazione degli studenti, alle attività extracurricolari, alle attività di sviluppo professionale continuo e ai rapporti con i genitori, gli studenti e altri soggetti interessati.

Come sottolineano le Conclusioni del Consiglio del 26 maggio 2020 sui docenti e i formatori europei del futuro, gli insegnanti devono confrontarsi con situazioni “sempre più impegnative in termini di ruoli da svolgere, responsabilità da assumere e aspettative da soddisfare di discenti, dirigenti scolastici, responsabili politici, genitori e comunità”.

Bilanciare i vari aspetti del loro carico di lavoro, “continuando nel contempo a sviluppare e mantenere la qualità del loro insegnamento e i risultati dei discenti in termini di apprendimento” può essere impegnativo. È dunque fondamentale capire il modo in cui gli insegnanti utilizzano il loro tempo per svolgere i diversi compiti previsti dal loro lavoro al fine di sviluppare politiche che possano trarre il massimo beneficio dalle loro competenze. La seguente analisi esamina il carico di lavoro degli insegnanti e la distribuzione dei loro compiti.

I dati TALIS 2018 forniscono informazioni sulla percentuale di insegnanti che lavorano a tempo pieno, mentre dai dati Eurydice è possibile trarre le definizioni ufficiali relative all’orario di lavoro degli insegnanti di scuola secondaria inferiore. Sulla base dei dati TALIS 2018, la figura 1.6 mostra la percentuale di tempo che gli insegnanti riferiscono di dedicare ai diversi compiti. A livello UE, gli insegnanti riferiscono che meno della metà del loro tempo (46,8%) è effettivamente dedicato all’insegnamento. Un quarto del loro tempo è dedicato alla pianificazione, alla preparazione delle lezioni, alla valutazione e alla correzione del lavoro degli studenti. Il rimanente quarto è dedicato ad altre attività come l’orientamento degli studenti, lo sviluppo professionale e la comunicazione con genitori e tutori.

La figura 1.7 mostra gli obblighi contrattuali per paese e per componente del carico di lavoro. Dall’analisi è evidente che in tutta Europa ci sono diverse combinazioni di ciò che le autorità disciplinano in termini di orario di lavoro degli insegnanti’.

Stipendi insegnanti

‘Gli stipendi degli insegnanti – si legge ancora nel rapporto Euridyce – variano enormemente in Europa, così come la soddisfazione degli insegnanti per ciò che guadagnano. A livello europeo, meno del 40% degli insegnanti è soddisfatto o molto soddisfatto del proprio stipendio. In molti paesi, dove lo stipendio medio lordo effettivo degli insegnanti è inferiore al PIL nazionale pro capite, gli insegnanti esprimono una bassa soddisfazione per i loro guadagni.

È vero però anche il contrario. Gli insegnanti nei paesi dove gli stipendi medi sono superiori al PIL pro capite esprimono una maggiore soddisfazione per quello che guadagnano. I dati rivelano che altre specifiche circostanze potrebbero avere un ruolo nell’insoddisfazione degli insegnanti per i loro stipendi, come una lenta e/o modesta progressione dello stipendio durante la carriera o lunghi periodi di stagnazione dovuti ai minori investimenti dei governi nella spesa pubblica.

Nel rivedere le politiche sugli stipendi, il fatto di tenere in considerazione il ritmo della progressione degli stipendi potrebbe aiutare a migliorare la soddisfazione degli insegnanti per le loro remunerazioni. Rendere gli stipendi degli insegnanti più attrattivi potrebbe anche incidere nella capacità di influenzare le scelte dei giovani in merito al loro percorso professionale.

L’età pensionabile degli insegnanti ha seguito dinamiche simili a quelle di altri settori. Nella maggior parte dei paesi europei, gli insegnanti vanno generalmente in pensione a 65 anni. I sistemi educativi che permettono agli insegnanti di andare in pensione prima stanno gradualmente aumentando l’età pensionabile. Inoltre, la normativa che consentiva alle donne di andare in pensione prima degli uomini è scomparsa o è destinata a scomparire nel prossimo decennio’.

RAPPORTO EURYDICE