Concorso straordinario docenti
Concorso straordinario docenti

Nuovo concorso straordinario per la scuola secondaria, non mancano i dubbi e le incertezze legate alla procedura concorsuale finalizzata al ruolo nell’anno scolastico 2022/23. Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato la tabella con la distribuzione dei posti (circa 14mila quelli che saranno banditi): in attesa della pubblicazione del bando di concorso (atteso nei prossimi giorni), vediamo di chiarire alcuni aspetti legati alla formazione delle graduatorie di merito e al conseguimento dell’abilitazione.

Concorso straordinario riservato ai docenti precari con più di tre annualità di servizio

Il concorso, come è noto, prevede un’unica prova orale della durata massima di 30 minuti. La valutazione si baserà sul quadro di riferimento per la valutazione della prova orale, valido a livello nazionale per quella determinata classe di concorso. La commissione giudicatrice avrà a disposizione 150 punti (100 per la prova, 50 per la valutazione dei titoli): per il superamento della prova non è richiesto un punteggio minimo, ciò significa, di conseguenza, che non sono previste bocciature.

Chiarimenti sulla formazione delle graduatorie

C’è, però, un aspetto fondamentale da tenere in considerazione, ovvero della formazione delle graduatorie: se è vero che non vi saranno candidati bocciati, è anche vero che la graduatoria sarà formata dagli aspiranti docenti che, in base alla valutazione complessiva come punteggio, si collocheranno entro il numero di posti messi a bando per quella c.d.c. e per una determinata regione.

Quindi, non bisogna trarre delle conclusioni sbagliate, come quella che tutti i docenti che possiedono i requisiti entreranno in graduatoria a prescindere. Da qui nasce l’esigenza di svolgere una buona prova, dal punto di vista del punteggio, in quanto un numero limitato di posti potrebbe impedire a un docente l’accesso al percorso di formazione e al ruolo.

Non si tratterà, pertanto, di graduatorie ‘ad esaurimento’, almeno secondo quanto riporta l’ultima bozza del Ministero dell’Istruzione. Ne deriva che chi riuscirà ad entrare in graduatoria per il numero di posti banditi, potrà accedere al percorso di formazione e al ruolo. I sindacati, per la verità, hanno chiesto al Ministero una graduatoria in modo tale da evitare una dispersione di posti in caso di possibili rinunce da parte dei candidati. 

Visto e considerato che i posti banditi saranno quelli residuati dalle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2021/22, vi saranno regioni in cui non vi saranno posti disponibili per una determinata c.d.c. e pertanto non sarà effettuato alcun concorso. Per poter partecipare al concorso, in una determinata regione, dovrà esserci almeno un posto a disposizione per quella c.d.c. Ne deriva che, chi vorrà partecipare al concorso per quella c.d.c. non disponibile nella propria regione, sarà costretto a sceglierne un’altra, con posti a disposizione per la propria classe di concorso.

Abilitazione

Anche per quanto riguarda l’aspetto legato all’abilitazione, c’è da precisare che questa si potrà ottenere alla fine del percorso di formazione ovvero con l’immissione in ruolo. Partecipare al concorso non significherà pertanto conseguire automaticamente l’abilitazione ma quest’ultima si potrà ottenere unitamente alla cattedra di ruolo.

Ricordiamo, comunque, che tutti questi aspetti dovranno essere confermati con la pubblicazione definitiva del bando di concorso straordinario scuola secondaria, riservato ai docenti con più di tre annualità di servizio, atteso nei prossimi giorni. Ricordiamo, infine, che la procedura non è prevista per la scuola dell’infanzia e primaria, né per i posti di sostegno.