reclutamento
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Riforma reclutamento docenti, il testo del Decreto Legge riguardante la riforma del reclutamento dei docenti e dei percorsi di formazione continua, definiti dalla Scuola di Alta formazione, seguirà l’iter parlamentare prima di essere convertito in legge, nei successivi 60 giorni dall’approvazione delle Camere. 

Da più parti vengono invocate delle modifiche al Decreto Legge, per altro subito operativo. Uil Scuola, nell’ambito di una scheda di approfondimento riguardante il testo della nuova riforma, si è soffermata anche sul nuovo percorso che riguarderà i cosiddetti precari ‘storici’, ovvero i docenti supplenti con più di tre annualità di servizio alle proprie spalle.

Riforma reclutamento docenti, il nuovo percorso (ad ostacoli) per i precari ‘storici’

In molti l’hanno definito un vero e proprio percorso ‘ad ostacoli’ quello che attende i precari con più di tre anni di servizio. Gli step principali saranno essenzialmente tre:

1) la partecipazione ad un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale; 

2) la sottoscrizione, in caso di superamento del concorso, di un contratto a tempo determinato e l’acquisizione di 30 crediti formativi (CFU) con una prova finale abilitante; 

3) Un periodo di prova di un anno il cui positivo superamento determina l’effettiva immissione in ruolo. 

Partecipazione al concorso pubblico

Potranno partecipare al concorso pubblico nazionale i docenti che saranno in possesso dei seguenti requisiti: 

  • possesso della laurea magistrale o magistrale a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso; 
  • aver svolto, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso stesso, un servizio presso le istituzioni scolastiche statali di almeno tre anni scolastici, anche non continuativi, nei cinque anni precedenti. 

Contratto a tempo determinato, acquisizione dei 30 CFU e dell’abilitazione

I vincitori del concorso, che non abbiano ancora conseguito l’abilitazione all’insegnamento, andranno a sottoscrivere un contratto annuale a tempo determinato (a richiesta part-time) con l’acquisizione di 30 CFU/CFA (crediti formativi universitari o accademici) del percorso universitario di formazione iniziale al termine del quale conseguono l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. 

Uil Scuola, sottolinea come si tratti ‘di un’ulteriore mortificazione professionale ed economica dei precari a cui è imposto un contratto part time e i costi della formazione mancante dei 30 CFU’. 

La prova finale del percorso universitario e accademico prevede una prova scritta e una lezione simulata. I contenuti del percorso e della prova finale e la composizione della commissione giudicatrice saranno stabiliti con successivo decreto. Il sindacato di Pino Turi l’ha definita un’ulteriore contraddizione per cui chi ha superato positivamente il concorso si troverebbe di fronte ad un (ulteriore) esame di abilitazione che potrebbe travolgere tutto il percorso concorsuale. 

Anno di prova e valutazione finale

Una volta conseguita l’abilitazione all’insegnamento, gli aspiranti al ruolo saranno sottoposti a un periodo annuale di prova in servizio, il cui positivo superamento determina l’effettiva immissione in ruolo. Il superamento del periodo annuale di prova in servizio è subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno 180 giorni, dei quali almeno 120 per le attività didattiche. 

Il personale docente in periodo di prova verrà sottoposto a un test finale e ad una valutazione da parte del dirigente scolastico, sentito il comitato per la valutazione. In caso di mancato superamento del test finale o di valutazione negativa del periodo di prova in servizio, il personale docente è sottoposto ad un secondo periodo di prova in servizio, non rinnovabile. Lo stesso vale per il personale abilitato.