Concorso straordinario
Concorso straordinario

Concorso straordinario, il bando per la nuova procedura concorsuale che interesserà i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, previsto dal Decreto Sostegni e dal Milleproroghe 2022, dovrebbe essere pubblicato entro pochi giorni in Gazzetta Ufficiale. La selezione, come è noto, porterà ad assumere circa 14mila docenti: in particolare, i posti sono quelli residui rispetto alle immissioni in ruolo 2021/22. Non mancano, però, le incognite legate alla formazione delle graduatorie: vediamo perché.

Concorso straordinario docenti, le graduatorie includeranno tutti i partecipanti alle prove?

Il concorso straordinario è riservato ai docenti che hanno prestato almeno tre anni di servizio: si prevedono circa 50/60mila possibili partecipanti per poco più di 14mila posti disponibili, tutti, come abbiamo detto poc’anzi per la scuola secondaria di primo e secondo grado. 

Il concorso riguarderà, infatti, esclusivamente i posti comuni (classe di concorso) della scuola secondaria di primo e secondo grado. 

Il concorso dovrà svolgersi entro il prossimo 15 giugno e prevede un’unica prova disciplinare. I vincitori potranno sottoscrivere un contratto a tempo determinato nell’anno scolastico 2022/23 e parteciperanno, con oneri a proprio carico, a un percorso di formazione, anche in collaborazione con le università, che ne integra le competenze professionali.

Durante tale periodo, svolgono anche il percorso annuale di formazione iniziale e prova. Una volta superate le prove del percorso di formazione e quella dell’anno di formazione iniziale e prova sono confermati in ruolo giuridicamente ed economicamente il 1° settembre 2023 e acquisiscono contestualmente l’abilitazione.

Come verranno formate le graduatorie?

Secondo la bozza del decreto, la prova orale disciplinare non prevede punteggi minimi per i quali si deve intendere superata dai candidati. La commissione esaminatrice avrà a propria disposizione 100 punti per la valutazione della prova disciplinare e 50 punti come punteggio spettante ai titoli. I candidati, in base ai punteggi complessivi ottenuti, saranno collocati all’interno dei posti banditi per quella determinata classe di concorso e regione. 

L’incognita principale è proprio quella legata alla formazione delle graduatorie. Infatti, secondo la bozza ministeriale, ciascuna graduatoria comprenderà un numero di candidati non superiore ai contingenti assegnati a ciascuna procedura concorsuale come determinati dal bando. Per cui, come abbiamo precisato sopra, la graduatoria sarà formata dai docenti che, in base al punteggio della prova orale più il punteggio dei titoli, si collocheranno nel numero dei posti a bando.

Quale destino per chi non riuscirà ad entrare in graduatoria? 

Secondo quanto indicato dalla bozza, i docenti che non riusciranno ad entrare in graduatoria, in base al numero di posti banditi, dovrebbero restare, triste a dirsi, ‘con un pugno di mosche’. Ed è questo uno degli aspetti più contraddittori ed oggetto di polemiche da parte dei sindacati

Infatti, ci si chiede: in caso di rinuncia da parte di un candidato, il posto in questione (non assegnato) andrà perso? L’ipotesi della rinuncia potrebbe sembrare ‘irreale’ ma non è da escludere in maniera assoluta, anche perché le condizioni personali dei singoli candidati potrebbero cambiare.

I sindacati hanno chiesto al Ministero dell’Istruzione di prevedere una sorta di ‘salvagente’, perché, così facendo, si eviterebbe la perdita di posti oltre ad una vera e propria ‘beffa’ per chi, se non ci fosse stato il rinunciatario, sarebbe entrato in graduatoria.

Sarebbe, dunque, importantissimo che le graduatorie potessero includere tutti i candidati: in questo modo, si potrebbero scorrere (nei casi di rinuncia) fino alla copertura di tutti i posti banditi. Per avere una risposta definitiva sulla questione, bisognerà, comunque, attendere la pubblicazione definitiva del decreto riguardante il concorso straordinario.