Mani, soldi
Aumenti stipendio

Il rallentamento delle misure anti Covid, anche in ambito scolastico, sta permettendo il ripristino di tante attività bloccate durante i due anni di emergenza sanitaria: molte scuole, infatti, stanno organizzando gite scolastiche, viaggi di istruzione e visite guidate anche al di fuori della provincia.

Allo stesso modo, riprendono anche attività esterne come partecipazioni a mostre, convegni, gare studentesche, tornei scolastici provinciali e regionali. In questi ultimi casi, i docenti accompagnatori hanno diritto al rimborso spese qualora utilizzassero mezzi propri? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito.

L’uso del proprio mezzo per attività esterne

La questione della possibilità del rimborso per le spese sostenute in attività esterne extracurriculari per i docenti che accompagnano gli studenti frequentemente è oggetto di discussione in sede collegiale, nelle aule insegnanti e per i corridoi delle scuole: spesso, proprio il mancato riconoscimento di tale rimborso, oltre alle grandi responsabilità che gli accompagnatori si assumono, scoraggia lo svolgimento di tali attività. Ci si riferisce alle spese per lo spostamento effettuato con mezzo proprio,  come ad esempio rimborso carburante, pedaggi, parcheggio.

Dal canto suo, la normativa principale di riferimento relativa al rimborso delle spese, alquanto districata, si esplicita nell’art 9 legge n. 417 del 26/07/1978, “Trattamento economico di missione e di trasferimento dei dipendenti statali”: “quando particolari esigenze di servizio lo impongano qualora risulti economicamente più conveniente, l’uso del proprio mezzo di trasporto può essere autorizzato, con provvedimento motivato, anche oltre i limiti della circoscrizione provinciale”.

L’art. 6 comma 12 del Decreto Legge n. 78 del 2010, stabilisce che non si autorizza l’uso del mezzo proprio per il personale della scuola. La Circolare del MEF n. 36 del 2010, confermata dalla Ministero dell’Istruzione con la nota n. 9808 del 5 novembre 2010, tuttavia, determinano due eccezioni per le quali si permette di ricorrere al proprio mezzo: funzioni ispettive e funzioni di verifica e controllo dell’attività altrui. Il campo quindi sembrerebbe restringersi limitatamente ai revisori dei conti, gli ispettori ministeriali, i commissari ad acta.

Quando docenti e ATA ottengono il rimborso per l’uso del proprio mezzo

Resta, tuttavia, sempre al Dirigente Scolastico la possibilità di valutare la convenienza economica- funzionale e la necessità di tale autorizzazione, anche nel caso di docenti e personale ATA che si ritrovano a svolgere attività esterne. Occorre sottolineare che, in primo luogo, per ottenere il rimborso, è necessario che il permesso sia preventivo e le spese sostenute validamente documentate.

L’autorizzazione rilasciata dal Dirigente, pertanto, dovrà indicare in modo esplicito le ragioni dell’attività esterna, la durata dell’incarico (data e ora di inizio e fine), le esigenze di servizio, i motivi per cui l’uso del mezzo proprio è funzionale. Si ricorda, infine, che si prevede il rimborso solo per le attività esterne che si svolgono al di fuori della città o sede di servizio.