scuola, aula vuota
aula vuota

Gli effetti del decremento demografico iniziano già a farsi sentire da qualche tempo: in ambito scolastico il numero degli alunni tende sempre più a diminuire e tale diminuzione porta effetti negativi sia per il sistema scolastico che per gli stessi utenti. In vari contesti territoriali, si assiste alla chiusura delle classi perché risulta troppo esigua la quantità degli studenti iscritti: in primis, a farne le spese sono i piccoli comuni e i borghi.

La denatalità comporta la chiusura delle classi nei piccoli comuni

Nel nostro Paese, la scuola inizia ad avvertire in maniera più concreta il costante decremento demografico: questo, purtroppo, comporta la perdita, di anno in anno, di tantissimi alunni, tanto che recentemente lo stesso ministro dell’Istruzione Bianchi ha dichiarato che, entro il 2026, ci saranno ben 1.400.000 studenti in meno.

Gli effetti di questa denatalità si avvertono anche con la chiusura delle classi, che prima di tutto interessa i piccoli comuni e i borghi: in alcune di queste realtà, infatti, il numero degli alunni è troppo esiguo per permettere la formazione di una nuova classe. Gli Uffici Scolastici Regionali competenti, pertanto, stabiliscono la chiusura della classe con troppo pochi bambini, dirottandoli in scuole vicine, ma comunque lontani dei chilometri e appartenenti a comuni diversi.

I casi della chiusura nell’Appennino tra Marche e Toscana

È questo il caso della scuola primaria di Borgo Pace nell’Appennino tra Toscana e Marche, in provincia di Pesaro Urbino, dove il prossimo anno la chiusura delle classi non porterà alla formazione della prima elementare: il risultato è che due gemelline di sei anni dovranno percorrere ogni giorno 20 chilometri per poter andare a scuola, in un comune limitrofo più a fondo valle.

Le autorità territoriali hanno manifestato vicinanza verso la questione, supportando le proteste dei genitori che, insieme ai piccoli alunni, subiranno molti disagi. La sindaca di Borgo Pace si è appellata anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella scrivendogli di risolvere il problema e concentrando l’attenzione sull’importanza della scuola nei piccoli comuni:

“Si fa un gran parlare di piccoli comuni e di puntare sui borghi ma alle parole seguono scelte contrarie come questa sulla scuola. Si stanno minando le basi del vivere nei piccoli borghi: arrivare in pochi anni alla chiusura della scuola vuol dire privare un comune della sua identità, delle sue radici e dello slancio verso il futuro” sono le parole della sindaca, riportate da ‘Il Resto del Carlino’.

Stessa situazione, del resto, si sta verificando anche a Monte Grimano Terme: qui gli iscritti alla futura prima elementare sono in tutto 6 e pure qui si rischia l’accorpamento ad una scuola di un comune vicino. L’entroterra urbinate sta fronteggiando questo problema: ma come afferma un altro sindaco della zona occorre “difendere non solo il diritto allo studio ma anche il diritto allo studio nel proprio comune”, sottolineando che man mano la questione potrebbe interessare tanti altri paesi.