aula con cattedra e lavagna
aula con cattedra e lavagna

Già dal prossimo anno scolastico si vedranno le ripercussioni che il calo demografico riverserà sul sistema scolastico italiano, coinvolgendo sia gli alunni sia il personale docente e ATA. Cattedre in meno, infatti, in molte realtà territoriali: oltre ai piccoli comuni e borghi anche alcune province iniziano a denunciare il pericolo dovuto a meno iscrizioni e al mantenimento delle classi pollaio. Al problema della natalità sembrerebbe aggiungersi anche la decurtazione dell’organico.  

Cambiare i parametri di formazione delle classi per non avere cattedre in meno

Perché ci saranno molte cattedre in meno? In questi ultimi mesi, si sta parlando molto del calo demografico che, influenzando tutta la società italiana, avrà ripercussioni anche sull’ambito scolastico: abbiamo visto che molte scuole dei piccoli comuni e borghi di montagna rischiano di chiudere a causa degli effetti della denatalità che, al momento, si risentono in misura maggiore nella scuola dell’infanzia e primaria, ma che da qui a qualche anno si riverseranno negli ordini successivi di istruzione.

A denunciare il fenomeno è adesso la Flc Cgil Toscana, la quale annuncia che dal prossimo anno nella provincia di Siena, la seconda più grande delle Regione, ci saranno ben 32 perdenti posto, che saranno costretti a muoversi tra scuole molte distanti dal proprio comune di residenza.

Il sindacato, però, sottolinea un importante aspetto: “Il punto è anche il parametro con cui si formano le classi. Ad esempio, alle superiori, il numero minimo di studenti per formare una classe è di 27, quello massimo 30. Se non si cambia questo parametro, adattandolo al calo di iscrizioni, il risultato saranno meno classi”, spiega a ‘La Nazione’ Anna Cassanelli, segretaria della Flc Cgil senese, secondo la quale questi parametri dovrebbero cambiare in base alla complessità del territorio:

“Siamo la seconda provincia più estesa di tutta la regione e in particolare l’area sud ha istituti comprensivi che si sviluppano anche su tre o quattro comuni”. Non ha senso, per la sindacalista, avere classi in overbooking e docenti perdenti posto.

Scuole da ‘difendere’ anche in provincia di Lucca

Cattedre in meno anche in provincia di Lucca, così come annuncia  la dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale, Donatella Buonriposi, nel corso di un incontro con i sindaci e assessori della Garfagnana: “Il prossimo anno non sapremo più come difendere le nostre scuole e “scuoline”, soprattutto quelle dei paesi montagna”, dichiara a ‘La Nazione’.

Per Buonriposi, però, oltre alla denatalità, la causa della perdita delle cattedre è da imputare ai tagli sull’organico: “L’inserimento dei docenti di attività motoria a costo zero ha decurtato circa 30 posti nella scuola”. Con la Legge di Bilancio 2022, il Ministero dell’Istruzione ha stabilito di introdurre 30 docenti di scienze motorie alla primaria, fatto che implica la perdita di altrettante cattedre di materia.

 Allarme a Cremona per la ‘razionalizzazione’ delle risorse

Caso diverso quello che sta accadendo in provincia di Cremona, dove dal prossimo anno ci saranno cattedre in meno a causa della ‘razionalizzazione’ delle risorse che la nuova responsabile dell’UST sta eseguendo ai danni della scuole del primo ciclo: la dirigente sta diminuendo in modo inaspettato il monte ore-scuola tradizionale di diversi istituti compresivi, provocando la cancellazione di 30 maestri della primaria, che risultano adesso perdenti posto. Nel cremonese, quindi, le cattedre in meno non sarebbero la conseguenza della denatalità, ma di scelte ben precise che stanno creando il forte disappunto di docenti, genitori, presidi e sindacati.