Martelletto giudice tribunale
Martelletto giudice tribunale

Arriva un’importante decisione da parte del Tribunale di Treviso a favore dei docenti sospesi, che può assumere una rilevanza storica per i ricorsi aventi lo stesso oggetto e in attesa di risoluzione. Questa pronuncia mostra le contraddizioni in cui spesso la giurisprudenza italiana si imbatte, se pensiamo che solo alcuni giorni fa un giudice toscano aveva ammesso la legittimità dei provvedimenti governativi in materia.

Questa volta, invece, il ragionamento su cui si è basato il giudice del lavoro trevigiano si fonda sul carattere sproporzionato ammesso implicitamente dallo stesso governo che, a partire dal 1° aprile, non ha più previsto la sospensione come sanzione a carico del personale docente non vaccinato, ma solo il demansionamento. Di seguito riportiamo i fatti e il contenuto della decisione.

Sospensione illegittima dei docenti non vaccinati

È stato il giudice del lavoro di Treviso, Massimo Galli, ad aver riconosciuto, lo scorso 10 maggio, la legittimità del ricorso presentato da 34 docenti sospesi patrocinati dall’Avvocato Mauro Sandri. La notizia è stata riportata dal quotidiano ‘La Verità’.

Il carattere illegittimo delle sanzioni conseguenti al mancato adempimento all’obbligo vaccinale, vale a dire la sospensione e la mancata retribuzione, va ricercato proprio nell’ultimo cambio di rotta operato dallo Stato Italiano. Quest’ultimo, infatti, col decreto Riaperture, ha superato la sua stessa precedente disciplina, continuando a conservare l’obbligo vaccinale fino al 15 giugno 2022 ma consentendo agli interessati di rientrare a scuola (pur non potendo insegnare). In pratica le norme prima in vigore sono state abrogate retroattivamente.

Risarcimento e danni morali per i docenti sospesi

Il giudice, nella recente sentenza, ha inoltre riconosciuto il diritto al risarcimento dei docenti sospesi, precisando anche che “le domande delle parti ricorrenti devono ritenersi essere state soddisfatte dal legislatore prima ancora che in sede giudiziale”.

Come ha commentato l’Avv. Sandri, il risarcimento dovrà essere quantificato facendo riferimento alle retribuzioni non percepite a partire dallo scorso 15 dicembre, quando entrò in vigore l’obbligo vaccinale per tutto il personale scolastico. Un risarcimento la cui giustificazione promana proprio dal governo italiano che ha modificato la disciplina vigente. L’avvocato milanese non ha mancato di esprimere tutta la sua soddisfazione annunciando anche la richiesta dei danni morali

In definitiva, è stato lo stesso governo a essersi fatto, in un certo senso, autogol, ammettendo che le sanzioni originarie erano sproporzionate. Allo stato attuale, infatti, i docenti che non si sono vaccinati possono lavorare a scuola, sebbene destinati ad “attività di supporto alla istituzione scolastica”. Ma non vengono più sospesi e percepiscono regolarmente lo stipendio. 

La sentenza in esame apre uno spiraglio risarcitorio anche a favore dei molti altri docenti sospesi ricorrenti, e potrebbe anche invogliare altre centinaia di docenti ad effettuare ricorsi che obbligherebbero lo Stato a ingenti risarcimenti.

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