gita scolastica
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Gite scolastiche, a poche settimane di distanza dalla decisione del governo di riaprire le porte alle ‘uscite didattiche e alle visite d’istruzione’, è già polemica. Vi abbiamo riportato, nei giorni scorsi, un caso accaduto in una scuola media della provincia di Lecce, all’interno della quale la dirigente scolastica ha vietato la partecipazione ad una gita per otto studenti, considerati indisciplinati.

Una decisione che ha scatenato un acceso dibattito, sull’opportunità o meno della decisione presa dalla dirigente scolastica. A quanto pare, il caso di Lecce non sarebbe isolato. Abbiamo ricevuto a questo proposito un’altra segnalazione in merito, del tutto simile a questa situazione.

Gite scolastiche, dopo il caso della scuola media di Lecce arriva un’altra segnalazione

Abbiamo ricevuto un’altra segnalazione, in merito ad una mancata partecipazione ad una gita scolastica in quanto ‘vietata’ dalla scuola di appartenenza dell’alunno. Riportiamo fedelmente, a questo proposito, la lettera che ci è stata inviata da una nostra gentilissima lettrice, in riferimento a quanto sarebbe accaduto in una scuola media della provincia di Savona

‘Facendo seguito al vostro articolo riguardo i ragazzi di Lecce che non verranno portati in gita a causa dei comportamenti al limite della delinquenza minorile, volevo segnalarvi – recita la lettera – che anche mio figlio, alunno di una seconda media, ha ricevuto qualche giorno fa un provvedimento che gli vieterà la partecipazione alla gita scolastica poiché, secondo il consiglio di classe, ha utilizzato in modo inappropriato il tablet in dotazione dalla scuola.

La scuola, però, non ha adottato alcuna misura preventiva riguardo filtri o blocchi sulla navigazione in rete, come invece previsto dal suo stesso regolamento interno, mettendo quindi mio figlio più volte nella condizione di sbagliare.

Questa non è solo emarginazione – prosegue la lettera – ma emarginazione per motivi molto meno gravi e non certo equiparabile alla delinquenza minorile e, peraltro, indirettamente indotti a causa della totale mancanza di prevenzione! Ci tengo a sottolineare – conclude la lettera – che mio figlio non mi è mai stato segnalato come un bambino pericoloso né per sé né per gli altri e, in ultimo, ha una media dell’8,5′.