Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi
Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi

La scuola non ha bisogno solo di bravi docenti, ma anche di docenti che “sanno gestire la trasformazione delle stessa scuola”. E’ la conclusione a cui arriva il ministro Bianchi nel suo intervento al convegno “Meritarsi il futuro: la scuola delle conoscenze e la sfida del domani”, su iniziativa dei gruppi di Senato e Camera di Fratelli d’Italia, presso la sala Zuccari di palazzo Giustiniani.

Bianchi e la sua idea della scuola

Nel corso del suo intervento, il ministro Patrizio Bianchi è tornato sulla questione delle assunzioni fino al 2024. Ha ricordato le 57 mila assunzioni dello scorso anno, delle 61 mila di quest’anno e delle 70 mila previste entro il 2024. Ma che di tipo di scuola ci aspetta nel futuro?

“Vogliamo una scuola in cui i ragazzi possano fare le loro esperienze con quelle sicurezze che fanno parte della vita scolastica. Stiamo facendo una profonda riforma delle scuole tecniche e professionali finalizzata all’apertura della scuola, che non deve essere asserragliata dentro le mura”.

Occorre “radicare la riflessione e la riforma dell’Its, un elemento fondante per superare un’idea di scuola italiana fatta a scala”. L’orientamento “non è marketing dell’ultimo momento, ma è accompagnamento soprattutto nelle rotture di carico fra primaria e media e fra media e superiore”, ha spiegato il ministro.

I docenti

La scuola non necessita solo di “bravi docenti”, ma pure di docenti che “sanno gestire la trasformazione delle stessa scuola”, ha concluso il ministro.

Patrizio Bianchi, durante la presentazione della legge sulla doppia laurea all’Università La Sapienza, ha pure detto: “Nelle scuole devono esserci figure importanti, dobbiamo recuperare il privilegio di avere non solo professori ma anche maestri, ovvero adulti di riferimento che devono accompagnare nelle esperienze che sono fatte anche di errori”. Qualche giorno fa, aveva spiegato le scelte su precari e reclutamento.