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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviatoci dall’Ufficio Stampa del referente PSI scuola, università e ricerca, Luca Fantò.

‘Ascoltare i Sindacati della scuola’

I Sindacati della scuola continuano a fare la loro parte, sollecitando la politica ad agire, anche a
tornare sui propri passi quando necessario.
Il reclutamento e la formazione sono due momenti importanti in qualsiasi settore del lavoro,
nell’istruzione pubblica fondanti. Semplicità e condivisione sono i fattori in grado di rendere
efficaci questi due momenti. Purtroppo il Decreto Legge 36 su reclutamento e formazione non
sembra farne il principale obiettivo.

Laurea, crediti formativi da acquisire al di fuori del percorso universitario (le lauree abilitanti
restano un orizzonte irraggiungibile), concorsi, esami abilitanti, anno di prova, fanno del
reclutamento un confuso percorso iniziatico, a pagamento. Il sistema di reclutamento sembra
alquanto complesso.
La formazione prevista dal Decreto è obbligatoria (se non per pochi), centrata su argomenti calati
dall’alto e retribuita solo in minima parte. La condivisione è esclusa.

Tutto ciò è a costo zero. Il Decreto prevede di trovare le risorse necessarie tagliando 10.000 docenti
(a fronte di ben 200.000 cattedre scoperte e assegnate ogni anno ai supplenti) e riducendo i fondi
per la “Carta Docenti”, una delle poche iniziative positive della legge 107 del Governo Renzi.
Intanto non si è ancora aperto il tavolo per la Contrattazione dei salari. Un contratto scaduto da
anni. Le risorse previste ad oggi per una futura trattativa prevedono un possibile aumento salariale
netto, medio, di 50 euro. Oggettivamente molto poco per chi non vede rinnovato il contratto da
parecchi anni ed oggi è colpito dalla drastica inflazione conseguente a tre crisi (economica,
pandemica e dovuta alla guerra).

Sulla scuola pubblica non si dovrebbe risparmiare, si dovrebbe investire. Lo diciamo da tempo, noi
socialisti. Ciò da tempo non avviene.
È auspicabile quindi che il Governo ascolti le sollecitazioni che arriveranno il 30 maggio, giorno
dello sciopero proclamato dalle principali sigle sindacali della scuola.
Luca Fantò
Referente PSI scuola università e ricerca