Comunicato Sisa
Comunicato Sisa

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviatoci dall’Ufficio Stampa del sindacato SISA.

In autunno Stati Generali della scuola, urgenti e necessari

Il SISA, dopo aver organizzato nell’autunno 2019 il più partecipato sciopero di quel decennio, il 10% di docenti e ATA in piazza insieme al movimento per il clima con tante studentesse e tanti studenti, ha contribuito al significativo successo della mobilitazione chiamata oltre che da noi dai sindacati rappresentativi.

Ben il 20% del personale ha scioperato il 30 maggio 2022, a segno che i problemi della scuola sono molti e sono urgenti e ponendo l’evidente e tangibile dimostrazione della distanza dai lavoratori del governo e delle sue proposte per il mondo dell’istruzione.

Primari problemi il reclutamento, con sempre meno docenti titolari e sempre più precari, un assurdo tutto italico, quindi la formazione, iniziale e in itinere, con proposte a cui neppure l’università oggi è in grado di rispondere dal punto di vista organizzativo e in cui si affastellano criteri nella peggiore tradizione del “fu concorsone” dell’anno scolastico 1999/2000.

D’altronde il ministro dell’Istruzione confonde le statistiche per le realtà, confermando la sua imperizia di molto superiore alla buona volontà che comunque gli può essere ascritta. Il ministro ad esempio non vuole affrontare il tema delle classi sovraffollate, dice che in media le scuole italiane han classi con meno di venti discenti. Verissimo, ma dimentica che da un lato ci sono i quattromila e più piccoli comuni con piccoli gruppi e pluriclassi, un patrimonio straordinario, una ricchezza magnifica, quelle scuole aperte in borghi poco popolati sono un segno di civiltà costituzionale, d’altro nelle grandi città, a partire dai capoluoghi di regione e di provincia, abbondano classi da 25, 26, 27 e a volte più studenti. Insomma le classi pollaio, nemiche di ogni didattica qualitativa e partecipata, in cui gli entusiasmi pedagogici muoiono soffocati dalle circostanze. La media di studenti per classe, pur vera, non è dunque la realtà.

Come SISA ribadiamo tutte le nostre richieste avanzate con lo sciopero, in particolare crediamo occorrano due ope legis, per permettere di lasciare la scuola, con decurtazione dell’assegno pensionistico proporzionata, a chi ha già assolto almeno a trent’anni di lavoro e non se la sente di continuare, l’altro per sanare, una volta per tutte, il marasma del precariato, un disastro che viene da lontano, ma che lasciar perdurare è grave e ai limiti della costituzionalità.

Sarebbe forse opportuno che, se non il ministro e il governo, i sindacati, tutti, in un grande sforzo unitario, convochino per l’autunno gli Stati Generali della scuola. Una grande mobilitazione per giungere a una larga partecipazione. Trovarsi a novembre a Roma, dopo aver discusso in ogni scuola della penisola a settembre e a ottobre proposte e prospettive.

Questo chiediamo subito e con urgenza, prima di tutto ai sindacati rappresentativi, che con noi hanno scioperato, così come anche ai molti altri che hanno anticipato al 20 maggio 2022 la mobilitazione.

Stati Generali in autunno, per salvare la scuola da una situazione in cui le speranze e gli entusiasmi sono da troppo tempo mortificati, salvare la scuola non è una possibilità, è un obbligo per chiunque abbia responsabilmente a cuore il futuro.