docenti collaboratori
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Attività del personale docente al termine delle lezioni, Uil Scuola ha preparato una scheda sintetica all’interno della quale si fanno delle opportune precisazioni in merito ad eventuali imposizioni, da parte del dirigente scolastico, di obblighi non previsti dal piano annuale deliberato dal collegio dei docenti ad inizio dell’anno scolastico, piano che, in ogni caso, può essere modificato nel corso dello stesso anno scolastico a fronte di sopravvenute esigenze.

Personale docente, chiarimenti UIL Scuola su attività al termine delle lezioni

Nella scheda sintetica prodotta dalla Uil Scuola, viene sottolineato come le attività di insegnamento e funzionali all’insegnamento siano stabilite dagli articoli 28 e 29 del CCNL 2006-09.

Tali articoli prevedono che l’attività di insegnamento si svolga “nell’ambito del calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale”, e che le attività collegiali e funzionali all’insegnamento sono quelle stabilite esclusivamente dal piano annuale deliberato dal collegio dei docenti ad inizio anno scolastico (il piano può essere modificato, sempre dallo stesso organo collegiale, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze). 

Nei periodi di sospensione delle lezioni e interruzione delle attività didattiche, i docenti non hanno l’obbligo di rimanere a scuola per l’orario di cattedra e possono essere impegnati solo in attività funzionali o aggiuntive deliberate e previste dal piano delle attività, e precisamente: 

  • eventuali consigli di classe, per un impegno complessivo fino a 40 ore annue; 
  • scrutini, esami e adempimenti connessi
  • riunioni del collegio dei docenti, attività di programmazione e verifica fino a 40 ore annue, con l’avvertenza che le ore eccedenti vanno retribuite con il fondo di istituto; 
  • eventuali attività di aggiornamento, da svolgere su base volontaria; 
  • attività aggiuntive (anche queste da svolgere su base volontaria) previste nel PTOF o deliberate dal collegio dei docenti, che danno diritto al compenso orario o forfettario. 

Non è quindi ipotizzabile – sottolinea Uil Scuola – l’imposizione della semplice presenza nella scuola (con eventuale obbligo di firma del registro delle presenze) indipendentemente dall’impegno in attività programmate, non trovando ciò corrispondenza negli obblighi stabiliti dalla norma contrattuale.

Pertanto, qualora il dirigente scolastico imponga obblighi non previsti dal piano delle attività, suggeriamo al docente di presentare un atto di rimostranza scritto per far decadere l’eventuale ordine di servizio (emanato anche attraverso una circolare interna). Le Segreterie Territoriali di UIL Scuola – viene precisato, a conclusione della nota del sindacato – supporteranno direttamente i docenti iscritti avviando specifiche azioni.