calo demografico
grafico calo demografico

Nei prossimi anni si prevedono tempi difficili per il settore scolastico: il calo demografico che caratterizza la nostra società, infatti, determinerà una rilevante diminuzione del numero di bambini che si iscriveranno a scuola, costituendo a sua volta la riduzione di classi e, di conseguenza, il taglio di molte cattedre. Di seguito alcuni dati sul problema.

Diminuzione delle cattedre causata dal calo demografico

Già da tempo si parla delle ripercussioni che il calo demografico avrà sul sistema scolastico italiano: nel delineare la riforma della scuola, lo stesso Decreto legge 36/2022 si basa sulla futura denatalità per finanziare quanto previsto. Ricordiamo, infatti, che parte delle risorse per sovvenzionare la Scuola di Alta Formazione a cui si affiderà la formazione continua dei docenti, attingeranno proprio dai tagli agli organici causati dalla crescente contrazione del numero di alunni.

In precedenti articoli abbiamo visto come le conseguenze del problema si possono già verificare in alcune realtà del territorio nazionale: è questo ad esempio il caso della provincia di Ferrara, dove si registra una rilevante perdita di classi prime. Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in più occasioni ha messo in risalto la situazione: “Oggi la media di alunni per classe, in Italia, è sotto i 20. E a causa della denatalità, da qui a vent’anni la vera emergenza non saranno le classi pollaio ma il fatto di non riuscire più a formare le prime”, ha dichiarato di recente intervenendo in commissione congiunta Affari costituzionali –Cultura al Senato.

Lo stesso ministro ha cercato di rassicurare, affermando che si sta lavorando per diminuire il numero di alunni per classe alle 18-20 unità: “Abbiamo un accordo con il Mef: fino al 2026 il numero di docenti rimarrà fisso, poi le stesse risorse saranno comunque investite per la scuola”, ha affermato nella sua audizione parlamentare.

I numeri del problema

Il governo, in merito al Recovery Plan dell’anno scorso, aveva già messo in luce il numero in meno di alunni che il calo demografico apporterà di qui ai prossimi anni: in base a dati riportati, entro il 2033-34 si avranno 1,4 milioni di studenti in meno. Secondo le stime, questa diminuzione comporterà una riduzione di 10-12 mila cattedre per ogni anno: riduzione che si dovrebbe avvertire maggiormente nella scuola secondaria di II grado, dove si dovrebbero perdere circa 45.000 posti.

Nell’arco di 12 anni, si dovrebbero avere circa 27 mila cattedre in meno alla secondaria di I grado, circa 40mila alla scuola primaria. Per l’infanzia, si parla di 15mila insegnanti in meno, ma si spera che i fondi del Pnrr che prevedono la stanziamento di 2 miliardi di euro su questo segmento di istruzione possano migliorare la situazione.