Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi
Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è intervenuto quest’oggi presso l’Istituto ‘Giulio Natta’ di Bergamo, in occasione della chiusura dell’anno scolastico 2021/22. Il numero uno del dicastero di Viale Trastevere ha avuto modo di spaziare attraverso diversi argomenti.

Bianchi alla cerimonia di chiusura dell’anno scolastico: ‘Abbiamo ritrovato il piacere di essere scuola’

‘Siamo arrivati in fondo a un anno scolastico che è stato difficile – ha dichiarato il ministro – ma che ha visto il Paese in grado di essere accogliente. Abbiamo accolto più di 27 mila ragazzi ucraini e lo abbiamo fatto senza uno strepito, come nel nostro stile. Oggi non c’è dubbio che il nostro pensiero va tutto all’Ucraina. L’Italia è strana – ha aggiunto il ministro – siamo sempre pronti a criticarci con ferocia anche se abbiamo affrontato come nessun altro il problema del contagio basandoci sulla reciproca responsabilità. E la mascherina – ha precisato Bianchi – è un atto di rispetto reciproco, si toglierà quando riterremo che il nostro vicino sia sicuro’.

‘La democrazia c’è solo quando il mio vicino ha lo stesso mio diritto – ha dichiarato Bianchi sottolineando come il Ministero dell’Istruzione stia ‘già pensando al nuovo anno. Non sarà facile ma lo affronteremo insieme come abbiamo sempre fatto. Abbiamo ritrovato il piacere di essere scuola. Ma in epoca di internet, in epoca Wikipedia, c’è ancora spazio per la scuola? – si chiede il ministro – La risposta è che c’è più spazio di prima per quello che è un grande luogo di formazione della comunità’.

Nella scuola abbiamo ritrovato degli ottimi insegnanti, adulti punti di riferimento che i ragazzi si ricorderanno nel tempo. Questa idea di una scuola che sia aperta, inclusiva e affettuosa è la scuola per cui stiamo lavorando. Aperta vuol dire che non ha il timore di confrontarti e l’accordo che facciamo oggi con la scuola dimostra che non ha timore di confrontarsi sulla grande trasformazione del Paese’.

‘Oggi stiamo facendo le riforme del PNRR – ha dichiarato il ministro – abbiamo avviato la riforma che riguarda gli insegnanti, ora ci avviamo verso la riforma dell’orientamento e delle scuole tecniche professionali. Per queste riforme io non ho paura perché ho il modello chiaro delle scuole di Bergamo. Sono scuole che hanno la coscienza e l’umiltà di sapere che non possono fare da sole ma hanno bisogno di territorio e famiglie’.