Parlamento
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Riforma reclutamento docenti, il Decreto N. 36, come noto, è approdato in Senato per l’esame delle Commissioni Affari Istituzionali e Istruzione. Ci sarà tempo sino al prossimo 20 giugno per le eventuali modifiche che dovranno essere apposte al testo approvato nelle scorse settimane dal Consiglio dei Ministri: la prossima settimana, dunque, può essere considerata a tutti gli effetti la settimana chiave verso il percorso di conversione in legge.

Riforma reclutamento docenti, entro il 20 giugno le possibili modifiche al testo del Decreto N. 36

L’attività del Parlamento riprenderà, infatti, la prossima settimana dopo la pausa dovuta alla campagna per le elezioni amministrative e il referendum. Come abbiamo anticipato nei giorni scorsi, la riforma del reclutamento e della formazione dei docenti non potrà subire rilevanti modifiche, in quanto vincolata dalle condizioni dettate da Bruxelles.

Qualcosa, invece, ci si può aspettare per quanto riguarda il ‘minacciato’ taglio alla Carta del Docente e sulla questione organici. Il governo è al lavoro per reperire i 470 milioni di euro necessari per scongiurare la riduzione del bonus da 500 euro e i tagli agli organici.

Un’altra possibile novità è quella che potrebbe arrivare dall’emendamento presentato dal Partito democratico (prima firma del capogruppo Simona Malpezzi) in merito all’accelerazione della progressione di carriera ovvero una sorta di anticipo degli scatti di anzianità. Un altro aspetto sul quale stanno lavorando le forze politiche è quello dell’assunzione semplificata dei docenti precari in possesso di più di tre anni di servizio.

Infine, potrebbero arrivare delle novità anche per quanto riguarda gli ‘odiatissimi’ test a crocette nei concorsi: il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, aveva parlato di 2025 come data del ritorno alle domande a risposta aperta ma i partiti politici, in particolar modo la Lega, stanno facendo pressione affinché si arrivi ad una soluzione immediata in questo senso.