Commissione cultura scienza e istruzione
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Precariato docenti, la votazione del maxi emendamento sulla scuola al Decreto Legge N. 36 presentato dalle forze di maggioranza è slittato a domani, lunedì 20 giugno. Si tratta dell’ultimo emendamento da votare, quello indubbiamente più importante perché intende riscrivere il capitolo scuola riguardante la riforma del reclutamento e della formazione obbligatoria dei docenti.

Riforma reclutamento docenti, il maxi emendamento al voto lunedì 20 giugno

Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, ha sottolineato come sia ancora in stand by in Senato il maxi emendamento che riguarda la scuola, l’unico rimasto da esaminare dalle commissioni Affari costituzionali e Istruzione. 

I senatori avevano presentato il testo di un maxi emendamento che, nei suoi contenuti, si proponeva di evitare il taglio agli organici del personale docente, ma il ministero dell’Economia e delle Finanze, il ministero dell’Istruzione e la Ragioneria dello Stato non hanno accolto tali richieste.

Tra gli altri punti contenuti nel maxi emendamento anche l’istituzione di percorsi abilitanti per tutte le categorie di insegnanti, l’allungamento della fase transitoria per superare il precariato storico, la riapertura delle graduatorie di merito degli idonei nei concorsi e l’eliminazione dei test a crocette nelle prove scritte dei concorsi. Lunedì mattina, 20 giugno, è in programma una nuova riunione in Senato con il governo: il Decreto Legge è atteso in Aula domani pomeriggio.

Anief: ‘Sul reclutamento non esiste una soluzione per i precari così come ci chiede l’Europa’

Pacifico ha spiegato come sia quanto mai necessario trovare per risorse per mantenere intatti gli organici ed espandere la Carta del Docente anche ai precari, oltre ad altre modifiche: ‘Sul reclutamento non esiste una soluzione per i precari come ci chiede l’Europa, mentre sulla formazione continuano ad essere esclusi precari e personale amministrativo con progetti formativi non inseriti nell’orario di servizio. Come sindacato – spiega Pacifico – siamo pronti a ricorrere, nei tribunali d’Italia e d’Europa.

I punti nevralgici sono diversi: riteniamo infatti illegittimo non utilizzare il doppio canale di reclutamento per stabilizzare i precari; all’anno di formazione devono accedere tutti i precari e docenti di ruolo, senza quote di riserva discriminanti e illegittime; i criteri di assegnazione dell’assegno per incentivare la formazione non possono essere decisi dal comitato di valutazione; non è plausibile limitare l”assegno per incentivare la formazione ai soli docenti di ruolo, senza precari, amministrativi, educatori’.