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Contratto scuola, continua la trattativa all’Aran per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca: il prossimo incontro è stato fissato per il 28 giugno ma da più parti si invoca l’immediata chiusura della trattativa per la sola parte economica, con i relativi aumenti relativi alle risorse disponibili già al 31 dicembre 2021. In particolare, riportiamo l’appello lanciato ai sindacati dai gruppi scuola Facebook Scuola Bene Comune di Libero Tassella e Scuola & Politica di Salvatore Salerno, Noi Scuola, l’Associazione Coordinamento Nazionale Docenti Immobilizzati e il Movimento difesa GAE di Luisa Sarnataro.

Contratto scuola, diversi gruppi Facebook lanciano un appello ai sindacati: ‘Fate presto! Chiudete subito la sola parte economica’

I sopracitati gruppi scuola Facebook, attraverso una nota congiunta, hanno rivolto un appello ai sindacati abilitati alla firma del Contratto Collettivo Nazionale Scuola 2019/2021 in vista del prossimo incontro con l’Aran previsto per il 28 giugno: la richiesta è quella di chiudere la sola parte economica dello stesso CCNL con gli aumenti relativi alle risorse disponibili già al 31 dicembre 2021.

‘Si tratta di un credito del personale della scuola, una cambiale scaduta – si legge nella nota informativa – Vanno adeguati gli stipendi e corrisposti gli arretrati dal primo gennaio 2019 nel prossimo mese di agosto. Dal giorno dopo bisogna aprire la contrattazione per il nuovo contratto 2022/2024 per la parte economica e quella normativa con nuova piattaforma e nuovi obiettivi che avvicinino gli stipendi italiani di docenti e ATA alla media europea e ai dipendenti del settore pubblico con pari titolo di accesso.

‘A regime – proseguono i gruppi Facebook – non possono che essere chiesti almeno 300 euro mensili per il nuovo contratto 2022/2024. La scuola deve partecipare alla rivendicazione di tutte le categorie per il recupero immediato della perdita del potere d’acquisto dovuto all’inflazione crescente che oggi svaluta gli stipendi per almeno 100 euro netti mensili.
Il contratto 2019/2022 appartiene ormai al passato mentre quello 2022/2024 é già in corso da sei mesi così come è attuale il dato inflazionistico che è fuori dai contratti.

Per tutto questo serve una mobilitazione dei docenti e del personale tecnico/amministrativo già da settembre 2022 e la partecipazione massiccia agli scioperi di autunno che saranno inevitabili visto che nessuno regala niente’. La nota congiunta è stata sottoscritta da Libero Tassella per Scuola Bene Comune, da Salvatore Salerno per Scuola& Politica, da Valerio Cai per Noi Scuola, da Doriana D’Elia per l’Associazione Coordinamento Nazionale Docenti Immobilizzati- Gruppo facebook Docenti Immobilizzati e da Luisa Sarnataro per il Movimento Difesa GAE.