ruolo diplomati magistrali
ruolo diplomati magistrali

Prosegue il disinteresse politico nei confronti degli insegnanti diplomati magistrali, e soprattutto nei confronti di coloro che tramite provvedimento cautelare erano riusciti ad essere immessi in ruolo (con riserva) superando anche l’anno di prova. Anche l’attuale Ministro dell’Istruzione non ha infatti pensato ad una soluzione ad hoc per stabilizzare finalmente questi precari storici.

Quale strada potrà dunque essere seguita per essere assunti a tempo indeterminato?

Sfuma ancora il doppio canale di reclutamento per il posto comune

Ancora una volta la possibilità di assumere tramite il doppio canale di reclutamento, per quanto riguarda il posto comune, non è stata presa in considerazione.

Soprattutto dal 2020, quando sono state introdotte le Gps, sembrava essersi accesa la speranza che queste graduatorie potessero essere utilizzate al 50% per le immissioni in ruolo, laddove fossero esaurite le Gae. Invece, mentre è stato prorogato l’utilizzo delle Gps I fascia del sostegno fino al 2025 per assumere (sebbene su base residuale) a tempo indeterminato, i precari inseriti nella corrispondente fascia del posto comune potranno aspirare solo a supplenze annuali.

Sono ancora molti i diplomati magistrali non ancora stabilizzati e presenti in queste graduatorie, nonostante alcuni di essi abbiano approfittato del concorso straordinario bis del 2018 per arrivare al tanto sospirato ruolo.

Diplomati magistrali: resta solo la strada dei concorsi

In definitiva l’unica strada che può essere imboccata dai diplomati magistrali intenzionati a raggiungere il ruolo è il concorso ordinario.

La situazione odierna vede ormai quindi pochi tra questi docenti che si ritrovano ancora in ruolo con riserva ma consapevoli dell’arrivo del depennamento e del licenziamento a seguito dell’ormai scontata sentenza di merito negativa. Altri sono stati assunti a pieno titolo dalle graduatorie di merito del citato concorso straordinario bis (alcune delle quali ormai esaurite o quasi esaurite in alcune regioni) o a seguito dei pochi esiti positivi dei ricorsi. E i rimanenti, non ancora immessi in ruolo, dovranno optare tra un precariato ad oltranza, fino alla pensione, o seguire comunque la strada dei concorsi.