Stipendi e calcolo
Stipendi e calcolo

I precari della scuola, docenti e ATA, vivono difficoltà economiche a causa degli stipendi pagati in ritardo. Sembra che la categoria maggiormente colpita sia quella dei supplenti Covid. Abbiamo provato a farci un’idea chiedendo ai diretti interessati di descriverci la loro situazione. In risposta ad una nostra domanda sul nostro gruppo Facebook dedicato agli stipendi, diversi hanno fatto un quadro chiaro di come vivono a causa del ritardo nel pagamento degli stipendi.

Stipendi precari in ritardo: i vostri commenti

In tantissimi hanno commentato la situazione che vivono a causa del ritardo degli stipendi (oltre 100 finora!). Ne abbiamo selezionato alcuni rappresentativi, perché tutti erano davvero troppi da riportare. Diverse storie si ripetono e sono molto simili. In generale, mancano all’appello dai 2 ai 4 mesi di stipendio.

Alcuni commenti significativi:

  • Roberta: “Tre mesi senza stipendio… Tutto rimandato e scadenze di utenze e pagamenti vari con soldi prestati. Poi c’è la lotta con l’INPS che ti obbliga a presentare i cedolini per la Naspi, ma se l’ultimo è quello di marzo come si fa? Per non parlare dei contributi dei quali nemmeno l’ombra”.
  • Amala: “Contratto di supplenza normale (non covid) fino al 27/6 e da aprile, con contratti firmati , risulta trasmesso e vedo ogni singolo cedolino ma nessuna data di esigibilità e senza vedere un centesimo da aprile”.
  • Alia: “Supplenza breve. Sempre andata in orario al lavoro, benché affrontassi 80 km ad andare ed 80 km per tornare e ho vissuto e vivo l’inferno per il pagamento dello stipendio. Mi manca aprile, maggio e giugno. Peccato che le tasse le dobbiamo pagare e pure puntuali. Di che viviamo? La nostra dignità lesa in ogni aspetto e oltre ai rincari dovuti a questa guerra, dobbiamo pagare colpe non nostre ovvero di essere precari, in attesa del ruolo, che chissà quando arriverà (per inciso sono 5 anni che attendo). E i figli ne pagano le conseguenze. Vergogna!
  • Patrizia: “Io 200km a/r ogni giorno. Stipendio (mancante) aprile / maggio e giugno.”

L’organico Covid il più colpito

Di seguito alcune storie di chi vive il problema ed è supplente Covid.

  • Dario: “Organico covid da Novembre dell’anno scorso, inizialmente ho percepito gli stipendi con soltanto il “fisiologico” ritardo di un mese, per consentire a NoiPa di metter tutto in regola. Nei mesi a seguire, tragedia: siamo a giugno inoltrato e sono ancora fermo a marzo, dovendo percepire aprile, maggio e giugno. Faccio presente che ho affrontato un trasferimento non indifferente e spese di affitto altrettanto non indifferenti.”
  • Doriana: “Contratto covid hanno dato la possibilità alle scuole di autorizzare tardi in modo che slittasse il pagamento, questo mese con tre figli senza stipendio.”
  • Ida: “Contratto Covid dal 27/10/2021 al 4/06/2022….I primi soldi a fine dicembre…. Gennaio, Febbraio e Marzo a fine Aprile….Aprile, Maggio in Risorse più Giugno in elaborato!”
  • Samanta: “Ancora devo avere una parte di aprile, maggio e giugno!!! Continuo a farmi prestare soldi per sopravvivere!”
  • Vincenzo: “Contratto covid fino al 31 maggio, aspetto ancora lo stipendio di aprile e maggio e per di più mi è stata pure respinta la Naspi dall’INPS perché mi mancano gli ultimi cedolini. Un cane che si morde la coda insomma, e intanto per pagare affitto, bollette etc sono costretto a chiedere aiuto.”
  • Sara: Contratto COVID, con tre rinnovi di contratti come tutti. Siamo stati risorse importanti e immancabili, ma trattati con criteri e diritti diversi da chi ha un contratto anche al 30 giugno. Parliamo di malattia, di ferie, di straordinario fatto a dismisura e senza possibilità di essere remunerato. Per non parlare del problema più importante: lo stipendio….pagato a rate, in comode rate, ma senza scadenza…..a decidere la scadenza sempre lo stato a suo piacere. Io ho viaggiato per 8 mesi e tra benzina alle stelle, usura dell’auto e spese autostradali mi sembra di aver quasi lavorato per la gloria. I diritti dei lavoratori dovrebbero essere rispettati, non calpestati”.
  • Vita: “Anche mio figlio, contratto covid, da Palermo a isola d’Elba, attende ancora aprile, maggio, giugno. Enormi spese x viaggi, affitto e tutto il resto…affrontate dai genitori”.

I racconti sono davvero tantissimi, e continuano ad arrivare minuto dopo minuto. Persone, la cui unica colpa è quella di aver scelto di lavorare invece di vivere sulle spalle degli altri.