È di qualche giorno fa la sentenza più attesa riguardo una questione che sta interessando migliaia di docenti che hanno conseguito all’estero l’abilitazione al sostegno. Nella sentenza emerge l’accoglimento delle motivazioni presentate dagli avvocati dello studio Bongarzone e Zinzi. Si tratta della prima vittoria in Italia, una straordinaria vittoria ottenuta in Consiglio di Stato che di fatto riconosce la validità del titolo conseguito in Romania sull’Abilitazione al Sostegno.  

Questa sentenza, insieme alle altre vittorie legali ottenute negli ultimi due anni, consolida la giurisprudenza e la indirizza in modo inequivocabile in relazione alla scottante questione delle abilitazioni all’estero, come ad esempio Romania, Spagna e Moldavia. 

Come si consegue il titolo abilitativo al sostegno in Romania

L’abilitazione all’estero si basa su una direttiva europea risalente al 2005 (la n. 2005/36/CE) recepita in Italia due anni dopo nel novembre del 2007 con Decreto Lgs. N. 206, secondo la quale qualunque titolo conseguito in un paese comunitario ha validità legale in qualunque paese europeo quindi, anche in Italia. L’iter, dopo aver conseguito l’abilitazione al sostegno, è quello di fare domanda per il riconoscimento del titolo presso l’amministrazione scolastica competente. Una volta fatta l’istanza, il docente può iscriversi alle graduatorie o partecipare ai concorsi. 

In Italia invece cosa è successo? I docenti che avevano conseguito l’abilitazione al sostegno in Romania si vedevano negato il riconoscimento venendo esclusi da graduatorie per le supplenze. 

E’ in questo contesto che continua a operare lo studio legale Bongarzone e Zinzi che con i suoi ricorsi contro i provvedimenti di rigetto del Ministero dell’Istruzione, riesce ad eliminare i blocchi ostativi imposti dal MI.

La sentenza del Consiglio di Stato

Interessante è il commento dei legali dello studio Bongarzone & Zinzi a questa sentenza: 

“Siamo riusciti a coronare il sogno di molti insegnanti che con non pochi sacrifici, personali ed economici, hanno scelto di abilitarsi all’estero. La decisone assunta dai giudici del CdS va a completare un articolato iter giuridico – amministrativo che sottolinea la valenza dell’azione prodotto per ottenere un riconoscimento cui il Ministero dell’istruzione si è sempre opposto..Il consolidamento giurisprudenziale rispetto alla questione delle abilitazioni all’estero ha posto l’accento sul fatto che il riconoscimento delle abilitazioni acquisite in un paese della UE non deve essere basato su una logica interpretativa bensì su fondamenti giurisprudenziali ormai pienamente strutturati

La sentenza del Consiglio di Stato è dunque una tappa fondamentale e presumibilmente definitiva di questo iter giurisdizionale amministrativo fatto di ricorsi e vittorie a diversi gradi di giudizio. 

Il Tar del Lazio in precedenza aveva annullato leMisure compensative’ richieste ai docenti che avevano ottenuto il titolo di specializzazione in Romania. Il CDS, con questa sentenza, rende illegittimo l’algoritmo introdotto con la legge n. 73/2001, art. 59, che originava l’esclusione matematica di coloro che si erano abilitati all’estero. La sentenza ha provveduto a demolire, punto per punto, tutte le motivazioni del Ministero dell’Istruzione addotte nel provvedimento di rigetto dell’istanza. 

A seguito di queste sentenze i docenti hanno potuto essere reintegrati all’interno delle graduatorie di supplenze di riferimento.

Alcune delle sentenze relative all’abilitazione all’insegnamento di sostegno all’estero

Già nel 2020, lo stesso studio Bongarzone & Zinzi, aveva vinto i ricorsi presentati a diversi gradi di giudizio stabilendo che, nella valutazione dell’amministrazione competente al fine di riconoscere il titolo accademico, deve essere data priorità non tanto al livello di integrazione dei due paesi comunitari quanto alla durata complessiva del corso, la qualità e le competenze ottenute. Inoltre la validità del titolo accademico è conseguenza del fatto che l’università che rilascia il titolo all’abilitazione al sostegno sia accreditata nello Stato estero.