Concorsi scuola
Concorsi scuola

Con la riforma del reclutamento, per essere assunti in ruolo nella scuola sarà necessario superare il concorso nazionale. Il testo approvato ieri (deve ancora passare alla Camera) ha apportato alcune modifiche rispetto a quello originale, che la FLC CGIL ha riassunto in una scheda. Vediamo quindi lo scheletro dei concorsi che permetteranno le immissioni in ruolo.

I concorsi nazionali per le assunzioni

Il testo prevede che il concorso nazionale sia indetto annualmente su base regionale, e una volta che la riforma passerà a regime vi si potrà accedere solo dopo il conseguimento dell’abilitazione. La scheda FLC mostra i principali dettagli:

  • Requisiti di accesso posti comuni: titolo di accesso alla classe di concorso + abilitazione.
  • Requisiti accesso posti di sostegno: specializzazione nel sostegno didattico
  • Prova orale: verifica competenze disciplinari, didattiche e l’attitudine all’insegnamento, anche attraverso un test specifico
  • Accesso facilitato senza abilitazione per i docenti con 3 anni di servizio negli ultimi 5 presso le scuole statali.
  • Fase transitoria: Sino al 31 dicembre 2024 saranno ammessi al concorso per i posti comuni coloro che abbiano conseguito almeno 30 CFU/CFA del percorso di formazione iniziale, a condizione che parte dei crediti siano di tirocinio diretto. I vincitori stipulano un contratto a TD, completano il percorso universitario e accademico di formazione iniziale di ulteriori 30 CFU con oneri a proprio carico. Superata la prova finale abilitante (esame scritto + lezione simulata) i docenti ottengono il contratto a TI e sono sottoposti al periodo annuale di prova in servizio, il cui positivo superamento determina l’effettiva immissione in ruolo. 

Le novità nel testo

Di seguito tutte le novità legate ai concorsi nazionali, parte integrante del percorso di formazione e reclutamento previste dal maxi-emendamento:

  • Le graduatorie del concorso ordinario (e del concorso ordinario STEM 2021) saranno integrate con gli idonei che hanno superato le prove.
  • Precari che accedono al concorso senza abilitazione: dei 3 anni di servizio richiesti almeno 1 deve essere stato svolto nella specifica classe di concorso.
  • Costi massimi del percorso formativo da 30 CFU/CFA: saranno definiti dal DPCM da emanare entro luglio 2022
  • Domande a risposta aperta per i concorsi banditi fino al 31 dicembre 2014. I quesiti verteranno su conoscenze disciplinari, didattiche, metodologiche, lingua inglese e informatica e vi accederanno i docenti che avranno superato una prova preselettiva.
  • Accesso al concorso con i 24 CFU: coloro che abbiano conseguito entro il 31 dicembre 2022 i 24 CFU potranno accedere ai concorsi fino al 31 dicembre 2024 (tutto il resto del percorso è uguale a chi accede con 30 CFU/CFA).
  • Fase transitoria sostegno: fino al 31 dicembre 2024 accedono nei limiti della riserva di posti stabilita dal Decreto del Presidente del Consiglio da emanare entro il 31 luglio 2022 i docenti, anche di ruolo, che abbiano svolto 3 anni di servizio su sostegno negli ultimi 5 e siano in possesso dell’abilitazione. I corsi sono svolti con modalità convenzionale in presenza. Al massimo il 20% delle attività, ad esclusione di tirocini e laboratori, può essere erogato con modalità telematica.
  • Nuove procedure sostegno: fino al 31 dicembre 2025 in caso di esaurimento delle graduatorie concorsuali e in subordine alla call-veloce per i posti di sostegno, possono essere indette specifiche procedure concorsuali regionali, le cui caratteristiche sono da definire. Le graduatorie di questa procedura sono integrate ogni 2 anni, e chi si inserisce aggiorna il punteggio.

Insegnanti precari di religione cattolica, le novità

Contestualmente al concorso ordinario il Ministero potrà bandire una procedura straordinaria riservata ai docenti di religione cattolica in possesso del titolo e che abbiano svolto almeno 36 mesi di servizio nelle scuole statali. Alla procedura straordinaria è assegnato il 50% dei posti vacanti e disponibili per il triennio 2022/2023-2024/2025 e per gli anni successivi sino a totale esaurimento di ciascuna graduatoria di merito.  Le modalità saranno stabilite con decreto del Ministro dell’istruzione.

Scheda FLC-CGIL