formazione docenti
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Formazione incentivata docenti, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il Decreto N. 36 (PNRR 2) che include la riforma del reclutamento e della formazione dei docenti. Il via libera è arrivato con 419 sì e 55 no. Il Decreto va pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro la deadline semestrale del 30 giugno, così da rimanere nel calendario stabilito con l’Unione europea per ricevere a luglio la tranche di finanziamenti da 24,1 miliardi di euro. Il comma 1 (lettera H) dell’articolo 44 parla della formazione in servizio del personale docente.

Formazione incentivata docenti, ecco cosa cambia con l’OK al Decreto PNRR 2

La formazione incentivata riguarda i docenti di ruolo di ogni ordine e grado e si svolgerà, a partire dall’anno scolastico 2023/24, in percorsi triennali. Questa includerà le attività di progettazione, tutoraggio, accompagnamento, guida allo sviluppo delle potenzialità degli studenti al fine di favorire il raggiungimento di obiettivi scolastici specifici, oltre ad attività di sperimentazione di nuove modalità didattiche.

La formazione potrà svolgersi anche al di fuori dell’orario di insegnamento. Per la maggior parte dei docenti, la partecipazione all’attività formativa sarà su base volontaria: solo per i docenti immessi in ruolo in seguito all’adeguamento del contratto diverrà obbligatoria. Sono previste, all’interno del percorso triennale, delle verifiche intermedie (con cadenza annuale) con una prova finale, superata la quale al docente sarà riconosciuto un incentivo economico.

Le cifre stimate dal governo

Il governo ha stimato le spese che, dal 2026, al termine quindi del primo ciclo di formazione triennale, si dovranno sostenere per la formazione incentivata. Il governo ritiene di dover spendere nel 2026 circa 40 milioni di euro per 6.557 docenti destinatari dell’elemento accessorio una tantum al 15%; 85 milioni di euro nel 2027 per 13.934 docenti, 160 milioni di euro per 26.230 docenti e 236 milioni di euro per 38.689 docenti nel 2029.

Le cifre calcolate dal governo si basano sulla media ponderata del trattamento stipendiale dei docenti e sulla misura percentuale del 15%, ovvero il valore medio tra il 10 e il 20 per cento che è stato previsto dalla nuova normativa. In buona sostanza, si tratta di seimila euro lordi all’anno, quindi circa 500 euro al mese. 

Quanti docenti parteciperanno al corsi triennali? Le stime del Ministero

Secondo le stime del Ministero dell’Istruzione, potrebbero essere circa 280 mila i docenti che potrebbero chiedere di partecipare ai corsi triennale di attività formative (circa 34mila per la scuola dell’infanzia, 93mila per la scuola primaria, 58mila per la secondaria di primo grado e 94mila per la scuola secondaria di secondo grado).