Ape sociale scuola
Lavagna con scritta pensioni scuola

Come anticipato nei nostri precedenti articoli, è altamente probabile che con il 2023 l’Ape sociale venga rinnovata, andando incontro anche ad un ulteriore ampliamento della platea dei beneficiari, ma che cosa ne sarà dei docenti della scuola secondaria? Ad oggi infatti possono usufruire della misura solo educatori di asilo nido ed insegnanti della scuola dell’infanzia e della primaria.

Ape sociale docenti

Secondo la normativa attuale, possono usufruire dell’Ape sociale soltanto gli educatori di asilo nido e gli insegnanti della scuola dell’infanzia e della primaria. Ciò significa, quindi, che ad oggi solo una parte del corpo docenti può uscire dal mondo del lavoro a 63 anni di età e con 36 anni di contributi versati. Gli altri devono, invece, aspettare 4 anni in più fino al raggiungimento della soglia di vecchiaia. Una disparità messa in evidenza già in passato anche dall’Anief, l’Associazione nazionale insegnanti e formatori.

Cosa potrebbe cambiare dal 2023

Alla luce di quanto sopra riportato, non è da escludere che con il rinnovo dell’Ape sociale nel 2023 si possa andare incontro ad alcuni significativi cambiamenti che potrebbero riguardare proprio il comparto scuola. Fino ad ora, infatti, l’Anief ha trovato inaccettabile l’evidente disparità fra docenti della primaria e quelli di scuola secondaria. Mentre i primi possono, di fatto, lasciare il mondo del lavoro a 63 anni, i secondi devono necessariamente aspettare i 67.

“Il lavoro all’interno di un istituto scolastico è tutto usurante”. Ha dichiarato il presidente Anief Marcello Pacifico. “Vi sono delle dimostrazioni scientifiche che non fanno differenze sostanziali tra gli strascichi psicologici e fisici che comporta l’opera professionale in un istituto scolastico”. Pertanto, la richiesta di Pacifico sarebbe quella di includere nella platea dei beneficiari dell’Ape sociale anche i docenti delle scuole medie e superiori. Non è, quindi, improbabile che a partire dal prossimo anno possa verificarsi un cambiamento proprio in questa direzione, arrivando ad includere nel novero dei lavoratori usuranti anche questa categoria professionale finora esclusa.