ricorso
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Come noto l’a.s 2022/2023 sarà il secondo che vedrà la possibilità di partecipare alle assunzioni a tempo indeterminato per gli inseriti in I fascia delle Gps sostegno, seppur sui posti che residueranno anche dopo la call veloce. Restano ancora una volta esclusi i docenti abilitati di I fascia delle Gps posto comune, che potranno aspirare solo alle supplenze annuali al 30 giugno o al 31 agosto.

Le motivazioni sottese a questa scelta sembrano ricondursi ad una mancata volontà del ripristino del doppio canale di reclutamento, che però non fa che alimentare la problematica della supplentite.

A tal proposito il sindacato Anief ha deciso di avviare un ricorso per poter permettere anche a tutti i docenti appartenenti alle Gps di I fascia di accedere al ruolo sui posti comuni.

La ‘scelta scellerata del Ministero’

Poche ore fa Marcello Pacifico, presidente Anief, ha annunciato che a breve verrà avviato un ricorso rivolto a tutti i docenti abilitati delle discipline comuni, per permettere anche a loro di accedere al ruolo, definendo ‘scellerata’ la scelta del Ministero di non averli inclusi:

“avere limitato le immissioni in ruolo dalle Gps solo per i colleghi di sostegno è una grave mancanza, che si trasformerà in una miriade di cattedre destinate a supplenza sebbene il ministero dell’Economia avesse autorizzato su quei posti le immissioni in ruolo.

Bisognava estendere la procedura anche alle cattedre di insegnamento comune, dove sono collocati tanti docenti abilitati all’insegnamento e con anni di esperienza alle spalle.”

Cosa si sa ad oggi sul ricorso

I dettagli sulle modalità di presentazione del ricorso verranno forniti a breve dal sindacato, che nel mentre ha ancora tenuto aperte le adesioni per chiedere il risarcimento dei danni per gli anni di reiterazione contrattuale dei docenti precari.

Al momento si sa solo che il ricorso verrà rivolto al giudice del lavoro, e contestualmente continuerà ad essere portata avanti la denuncia dinanzi al Comitato europeo per i diritti sociali e al Comitato dei ministri del Consiglio Europeo per ‘fermare l’abuso dei contratti a termine’.