Immissioni in ruolo
Immissioni in ruolo

Immissioni in ruolo docenti per l’anno scolastico 2022/23, è partita la cosiddetta ‘caccia’ ai 94mila docenti secondo il contingente autorizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il risultato finale non dovrebbe discostarsi da quello riscontrato negli ultimi anni: nella migliore delle ipotesi solamente il 50 per cento delle cattedre sarà coperto, così ci si dovrà nuovamente affidare ai supplenti per riuscire a coprire l’altra metà dei posti. 

Immissioni in ruolo docenti per l’anno scolastico 2022/23, i numeri

In attesa di conoscere il nome del nuovo ministro dell’Istruzione che prenderà il posto di Patrizio Bianchi, sono partite le operazioni riguardanti l’assegnazione delle cattedre: gran parte di queste (63.781) riguardano i posti comuni (31.944, nello specifico, per la scuola secondaria). Le restanti 30.349 cattedre appartengono al sostegno ed è proprio da qui che iniziano le problematiche.

Il quotidiano economico ‘Il Sole 24 Ore’ di oggi, lunedì 25 luglio 2022, riporta le stime dei sindacati: Cisl Scuola fa notare che in Lombardia, a fronte di 3.396 posti da coprire, risultano solamente 481 aspiranti nella graduatoria concorsuale. Una situazione ancora peggiore la si ritrova in Piemonte dove sono solamente 46 gli aspiranti a fronte di 1.307 cattedre da coprire. In alcune regioni, come le Marche, si dovrà partire subito dallo scorrimento della prima fascia delle GPS sostegno, vista la mancanza assoluta di vincitori di concorso.

Immissioni in ruolo 2022/23, avvisi USR: date presentazione domande

Le problematiche legate alle immissioni in ruolo sono radicate nel tempo: mancanza di programmazione del fabbisogno, posti che restano scoperti nelle regioni del Nord mentre al Sud risiede la maggior parte degli aspiranti al ruolo, graduatorie esaurite da tempo al Nord e non solamente per le materie STEM.

In questi ultimi anni, a complicare ulteriormente le cose, si è riscontrato un tasso elevato di bocciati ai concorsi ma, a questo proposito, si dovrebbe aprire una lunga parentesi legata ai cosiddetti ‘quiz a crocette‘ e all’effettiva ‘volontà’, da parte del governo ed, in particolare, del Ministero dell’Istruzione, di assumere docenti tramite l’unica via attualmente possibile, ovvero i concorsi.