Classe vuota
aula vuota

Siamo già nell’ultima settimana di luglio e ancora non si hanno indicazioni sul ritorno a scuola in sicurezza per il prossimo settembre: eppure manca poco all’inizio del nuovo anno scolastico, considerando anche la pausa dei giorni vicini al ferragosto. La situazione politica, inoltre, potrebbe provocare un ulteriore dispendio di tempo: il dato di fatto è che, dopo tre anni di emergenza sanitaria, non si sono effettuati interventi strutturali nelle scuole, non si sono installati impianti di ventilazione nelle aule e le classi restano sempre affollate. Si tornerà tra i banchi con la mascherina?

Mancano ancora disposizioni per il ritorno a scuola in sicurezza

Come sappiamo, la pandemia non molla: anche se gli effetti della variante Omicron 5 si stanno manifestando in modo più lieve, il tasso di contagiosità resta molto alto e si contano ancora tantissimi positivi. Nonostante questo, a poche settimane dal 1° settembre ancora non vi sono indicazioni su come avverrà il ritorno a scuola in sicurezza: in molti si chiedono se per il terzo anno di seguito sarà obbligatorio l’uso della mascherina e tanti esprimono il proprio disappunto sulla assoluta mancanza di impianti di ventilazione nelle aule.

Qualche giorno fa, a ‘Il Fatto quotidiano’, la Rete Scuola in presenza ha mosso un appello affinchè al più presto il governo dia direttive in merito: “Come genitori, educatori e cittadini attendiamo le linee guida per l’anno scolastico 2022-2023”.  Il coordinamento nazionale ha affermato che “gli errori commessi in passato sulla gestione del delicato rapporto tra emergenza sanitaria ed emergenza didattico-educativa dovrebbero essere ormai evidenti alla stragrande maggioranza dei decisori politici. Tali errori hanno causato danni molto gravi al benessere di bambini e ragazzi, ben al di là dei risultati ottenuti sul piano del contenimento dei danni provocati dal virus. Non possiamo e non vogliamo pensare che essi vengano ripetuti in futuro”.

Sistemi di ventilazione non ancora installati

La Commissaria europea Stella Kyriakides, nei giorni passati, ha inviato ai ministri della Salute le raccomandazioni su come organizzare il ritorno a scuola in sicurezza. Secondo la Commissaria, ha riportato l’Ansa, “è importante preparare piani di emergenza prima di settembre, quando le scuole riapriranno e i cittadini torneranno al lavoro. Se la reintroduzione di interventi non farmaceutici (mascherine, distanziamento, ecc.) dovrebbe essere presa in considerazione ove necessario dovrebbe essere evitata la chiusura dei sistemi educativi” investendo “in sistemi di ventilazione efficaci negli ambienti educativi e occupazionali dovrebbe essere una priorità e l’estate offre la possibilità di apportare gli adattamenti necessari”. Ma ancora di tutto ciò nessuna traccia.

Per l’ANIEF le uniche vie percorribili sono la riduzione degli alunni per classe per garantire un effettivo distanziamento e l’introduzione dell’aerazione meccanizzata in tutte le aule. Da parte loro, i presidi sono preoccupati perché ancora non sanno come muoversi in vista del ritorno a scuola: così facendo, anche per quest’anno il protocollo da seguire sarà mascherine in classe e finestre aperte. Solo in pochissime scuole si sono installati i dispositivi di ventilazione, in merito a cui la competenza dovrebbe comunque essere degli enti locali e non dei Dirigenti scolastici.