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Denaro

Nella giornata di giovedì 4 agosto 2022 si è tenuta a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei Ministri sul Dl aiuti bis: sul tavolo anche la questione relativa all’aumento delle pensioni. A tal proposito, già a partire dalla fine del 2022 si assisterà ad alcune novità per ciò che concerne gli importi: vediamo come cambieranno.

Dl aiuti bis e aumento delle pensioni

Oltre al taglio del cuneo fiscale, l’intervento sui redditi fino a 35 mila euro e la proroga del taglio delle accise sulla benzina, tra i punti centrali del decreto aiuti bis c’è anche la questione relativa all’aumento delle pensioni. A tal proposito, nella bozza presentata oggi in Consiglio dei Ministri si legge: “Al fine di contrastare gli effetti negativi dell’inflazione per l’anno 2022, e sostenere il potere di acquisto delle prestazioni pensionistiche, in via eccezionale: il conguaglio per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2021 è anticipato al primo ottobre 2022”.

Inoltre, “la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2022 è anticipata, per una quota pari a due punti percentuali, con decorrenza dal primo ottobre 2022, con relativo riconoscimento anche sulla tredicesima mensilità”. Ciò significa, quindi, che dal prossimo 1° ottobre, e non dal 1° gennaio 2023, le pensioni saranno rivalutate del 2% per una spesa totale di 2,381 miliardi di euro per l’anno 2022.

Gli effetti sugli importi

Alla luce degli ultimi avvenimenti politici e di quanto stabilito con il Dl aiuti bis sul taglio del cuneo fiscale e sul tema pensionistico, il segretario Uil Pier Paolo Bombardieri si è espresso molto duramente, sottolineando come si tratti, di fatto, per la prima misura di un aumento di soli 10 euro ogni 500 euro per tre mesi e per la seconda, sull’anno, di un incremento di un euro al mese ogni 500 euro. Allo stesso modo anche Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha rincarato la dose: “Il governo affronti in modo diverso questa situazione. Si può fare di più”.

Al contrario Ignazio Ganga, segretario confederale della Cisl si è dimostrato più favorevole ai cambiamenti introdotti: “Non sono deluso: è un decreto che sta all’interno del perimetro di quanto ci era stato preannunciato a Palazzo Chigi”.