Pensione scuola
Lavagna

A partire dal 2023 anche per i lavoratori della scuola non sarà più possibile accedere alle pensioni con Quota 102. Dal 1° gennaio infatti, senza una riforma del sistema pensionistico, l’unica opzione per lasciare il mondo del lavoro sarà la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi versati (41 e 10 mesi per le donne). A tal proposito, Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori) per scongiurare il ritorno alla Legge Fornero ha avanzato una sua proposta.

Pensioni scuola 2023

Con l’inizio del nuovo anno e la scadenza di Quota 102, anche per il personale scolastico gli unici modi per lasciare il mondo del lavoro saranno la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata ordinaria. Unica eccezione i dipendenti facenti parte di determinate categorie professionali ritenute particolarmente stressanti, tra cui gli educatori e gli insegnanti della scuola dell’infanzia. A tal proposito, Anief ed il suo presidente Marcello Pacifico sono tornati a chiedere un massiccio intervento a favore del comparto scuola.

“L’insegnamento è vissuto come il lavoro con il più alto tasso di burnout nel pubblico impiego, c’è necessità estrema di una ‘finestra’ ad hoc per questo personale, in alta percentuale costretto ad affrontare patologie invalidanti dovute allo stress da lavoro e a rimanere in servizio fino alla soglia dei 70 anni”. Spiega Pacifico. “Ricordiamo inoltre che per lavorare nel pubblico impiego la formazione universitaria è ormai praticamente obbligatoria e deve essere riconosciuta come contribuzione gratuita dallo Stato”. Aggiunge subito dopo il presidente all’interno del Manifesto Anief del 25 settembre. Quale sarebbe, quindi, la proposta del sindacato?

La proposta Anief

Alla luce della situazione attuale, in occasione del 57° congresso Federspev in qualità di segretario organizzativo Confedir, Marcello Pacifico ha di fatto avanzato una proposta riguardante il sistema pensionistico che poggia sostanzialmente su questi punti fondamentali:

  • introdurre assegni allineati all’inflazione;
  • liquidazione immediata del TFS/TFS;
  • anticipo pensionistico di un anno per le mamme;
  • riconoscere il lavoro usurante e, quindi, l’uscita anticipata attorno ai 60 anni di età senza decurtazioni per le professioni con un’elevata percentuale di burnout come tutto il personale scolastico e sanitario;
  • riscatto gratuito o agevolato della laurea.

Anief si è infine detta favorevole a tutte le proposte che intendono superare la Legge Fornero introducendo una forma di Quota 100 o Quota 102 ‘flessibile’.