punteggio errato Gps
punteggio errato Gps

Sono giorni importanti, che dovrebbero essere dedicati solo alle nomine da Gps, per poter andare a coprire i posti vacanti entro l’inizio delle attività didattiche. Eppure molti uffici scolastici sono ancora impegnati con la correzione del punteggio errato lamentato dai docenti inseriti nelle suddette graduatorie.

Con la pubblicazione delle stesse infatti, ciascun interessato aveva a disposizione alcuni giorni (indicati da ciascun Usp) per poter fare una segnalazione tramite PEC, chiedendone la rettifica. Non necessariamente seguiva risposta ma, avendo questa modalità valenza legale, faceva fede la ricezione del messaggio. Molti uffici scolastici hanno così provveduto alla ripubblicazione delle Gps apportando le dovute correzioni, e alcuni di essi stanno ancora provvedendo in questi giorni.

Da quanto si apprende però non mancano anche casi di mancata correzione. Come deve procedere dunque l’interessato in questa circostanza?

Ricorso al Tar o al Presidente della Repubblica

Ricordiamo che le Gps sono pubblicate non in via provvisoria ma definitiva, per cui, sebbene venga data la possibilità della richiesta di rettifica, l’unica strada percorribile contemplata dalla normativa di riferimento è quella del ricorso al Tar o al Presidente della Repubblica.

L’articolo 9 dell’OM 112 del 6 maggio infatti afferma:

Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni oppure ricorso giurisdizionale al competente T.A.R., entro 60 giorni“.

Questo significa che qualora l’Usp non dovesse correggere il punteggio segnalato come errato, l’interessato potrà intraprendere la strada giudiziale, dovendo attendere le tempistiche che caratterizzano le aule dei tribunali italiani.

E in caso di punteggio maggiore rispetto a quanto spettante?

La richiesta di rettifica va presentata anche in caso di punteggio superiore rispetto a quello dovuto. Questo perchè in caso di futuri controlli da parte dell’istituto scolastico assegnato si potrebbe incorrere in spiacevoli conseguenze, come la perdita della supplenza stessa.

Infatti la prima scuola presso cui si presterà servizio sarà tenuta al controllo dei titoli dichiarati ai fini della validazione, chiedendo tutta la documentazione comprovante quanto dichiarato in sede di inoltro della domanda delle Gps.