pensione scuola
Lavagna con scritta pensioni scuola

Ancora una volta, in occasione dell’incontro avvenuto lo scorso 5 settembre tra Ministero dell’Istruzione e sindacati, Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori) è tornata a parlare del tema pensione e scuola. In particolare, il presidente Marcello Pacifico ha messo in evidenza come ad oggi gli stipendi siano ancora molto bassi ed i pensionati sempre più anziani.

Pensione scuola: nuove critiche da parte di Anief

Lunedì 5 settembre si è svolto un nuovo incontro fra il Ministero dell’Istruzione e i sindacati della scuola. Al centro del dibattito il delicato tema delle pensioni. In questa occasione, il Ministero ha inoltre comunicato le date entro cui i dipendenti del comparto scolastico dovranno presentare la propria domanda di pensionamento. La deadline è stata, di fatto, fissata per il 21 ottobre 2022 per il personale dipendente ed il 28 febbraio 2023 per i dirigenti. Durante l’incontro, oltre a discutere delle modalità di presentazione delle suddette richieste, Anief ha nuovamente esposto quelle che sono le principali criticità del settore, soprattutto per ciò che concerne stipendi e pensioni.

Le parole di Marcello Pacifico

Nel corso dell’incontro tra Ministero e parti sociali, il segretario generale Anief Gianmauro Nonnis ha messo in evidenza come quello scolastico sia uno dei pochi settori che necessita di oltre un milione di laureati. Tuttavia, ciò che manca è un adeguato sistema di valutazione che implica a sua volta dipendenti fortemente svantaggiati dal punto di vista della maturazione dei requisiti pensionistici e del cumulo dei contributi.

Anche il presidente Marcello Pacifico si è voluto soffermare sulle principali criticità del settore, sottolineando in primo luogo un “congiunto effetto di basse retribuzioni in età lavorativa, con ritardo nell’accesso al lavoro per la mancanza di un canale permanente di reclutamento”. Il che implica a sua volta un “mancato riconoscimento per intero della carriera, un ritardo nei rinnovi contrattuali, oltre che dei criteri di maturazione contributiva e giuridica degli anni lavorativi e di laurea”. Una serie di effetti negativi che, sommati insieme, “portano il comparto scuola ad avere non solo gli stipendi più bassi di tutto il pubblico impiego, ma anche pensionati sempre più anziani e sempre più poveri”. Ha infine concluso Pacifico.