Senato decreto aiuti bis
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Con 182 voti a favore, 21 astenuti e nessun contrario, arriva il via libera da parte del Senato per il Decreto aiuti bis. Si attende, quindi, solo la conversione alla Camera perché il provvedimento possa diventare legge. Ma vediamo nel frattempo quali saranno le novità per quanto riguarda pensioni, bollette e bonus.

Via libera per il Decreto aiuti bis

Dopo lo stallo creatosi sul tema del Superbonus, il Senato ha finalmente trovato un accordo per l’approvazione del Decreto aiuti bis. A tal proposito, è stato stabilito che la responsabilità in solido nella cessione dei crediti dei bonus edilizi e Superbonus si configura solo se il concorso nella violazione avviene “con dolo o colpa grave”. Inoltre, per i crediti precedenti alla stretta anti-frode del novembre 2021, i soggetti diversi da banche, intermediari finanziari e assicurazioni dovranno acquisire comunque l’asseverazione “ora per allora”. 

Cosa cambia per pensioni, bollette e bonus 200 euro

Una volta trovata l’intesa sul Superbonus, si è poi sbloccato anche tutto l’iter degli altri emendamenti. In particolare, per quanto riguarda il settore pensionistico, sale del doppio dell’assegno sociale con un minimo di mille euro il limite di impignorabilità delle pensioni. Inoltre, per tutti i trattamenti pensionistici arriva la conferma circa il conguaglio dell’indicizzazione relativa all’inflazione 2021 del valore dello 0,2% e l’anticipo ad ottobre 2022 della rivalutazione al 2% dei trattamenti previdenziali per i pensionati che ricevono fino a 2.692 euro lordi al mese. Vale a dire 34.996 euro l’anno.

Sul fronte del rincaro delle bollette, viene esteso anche per il quarto trimestre 2022 il bonus sociale per energia elettrica e gas. Con la tutela dei clienti vulnerabili. A tal proposito, sono sospese fino al 30 aprile 2023 le modifiche unilaterali di contratto di fornitura energia elettrica e gas, l’azzeramento degli oneri di sistema per il quarto trimestre e dell’Iva al 5% sul gas. Prorogato anche il taglio sulle accise sul carburante.

Il Decreto aiuti bis riconosce poi anche il bonus una tantum del valore di 200 euro per 3 milioni di autonomi, cui si aggiunge un’ampia platea di lavoratori finora rimasta esclusa: 40 mila cassintegrati e lavoratrici rientrate dalla maternità. Da non dimenticare, infine, i provvedimenti riguardanti modifica sul docente esperto, lo smart working, lo sgravio aggiuntivo dei contributi e la stabilizzazione dei precari.