bocciatura
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Cospicuo risarcimento quello ottenuto da una architetto che, nell’anno scolastico 2010/11, venne bocciata quando frequentava la terza classe di una scuola secondaria superiore del savonese. Lo ha stabilito il TAR della Liguria, attraverso una recentissima sentenza. In particolar modo, la sentenza parla di ‘danno patrimoniale‘ derivante dal ‘lucro cessante patito per aver ottenuto il diploma di maturità al termine dell’anno scolastico 2013/14′ anziché al termine di quello precedente e ‘per avere differito di un anno gli studi universitari e l’inizio dell’attività professionale’.

Ex studentessa bocciata alle superiori viene risarcita con 10mila euro: sentenza TAR Liguria condanna Ministero e istituto

Nella sentenza, come riporta l’agenzia Ansa, si legge quanto segue a proposito dell’ex studentessa risarcita: ‘Superato l’esame di abilitazione ha cominciato ad esercitare la professione di architetto, ottenendo i primi guadagni nell’agosto del 2021. Dunque, a causa del ritardo nel conseguimento del titolo di studio di scuola superiore, la ricorrente – laureatasi in corso – ha subito un allungamento dei tempi per svolgere l’attività lavorativa produttiva di reddito’. 

I giudici del Tribunale Amministrativo Regionale ligure hanno sottolineato che il pregiudizio economico ristorabile non coincide totalmente con il mancato reddito medio di un anno di lavoro, perché la percezione dei guadagni è stata non già definitivamente persa, ma posticipata nel tempo. Inoltre, è stato precisato che il ritardo finisce per ripercuotersi anche sui contributi previdenziali da versare e ai fini pensionistici.

Ministero dell’Istruzione e scuola condannati

“Appare dunque equo liquidare – si continua a leggere nella sentenza – a titolo di diminuito utile per via del ritardo, la somma di 8.700 euro pari a circa un quarto del reddito medio di un architetto nel nord-ovest e, quindi, in Liguria (ossia 34.555 euro in base al rapporto Inarcassa). Si reputa che nella normalità dei casi, una bocciatura scolastica, specialmente se ingiusta, cagioni nell’alunno patema d’animo, afflizione, frustrazione ed angoscia. Per tale sofferenza si stima equo liquidare 1.300 euro, più rivalutazione monetaria e interessi legali”.