supplenze sostegno
supplenze sostegno

Ogni anno si registrano supplenze su posti di sostegno ben superiori rispetto al numero di aspiranti in possesso di apposita abilitazione e/o specializzazione. Questo dato costringe le scuole ad assumere personale docente non opportunamente formato, anche di fronte ad alunni con serie problematiche che richiederebbero adeguate competenze.

Ma dove può essere ricercata la causa di una tale situazione? Proviamo di seguito ad analizzare i possibili motivi.

Passaggio da sostegno a posto comune

Ciò che è emerso negli ultimi dieci anni è un passaggio di circa 50 mila docenti dal sostegno al posto comune. Questo significa che molti insegnanti, dopo anni di insegnamento da precari o da docenti di ruolo su sostegno, decidono di insegnare su materia.

La riflessione al riguardo è stata proposta dall’Associazione Adip, affiliata al sindacato Anief, sul gruppo ufficiale di Facebook, a cui sono seguiti molti commenti di conferma di questa situazione, con quelle che possono essere le motivazioni che spingono verso una scelta di questo tipo. Tra queste c’è chi ha avanzato l’ipotesi di sentire l’esigenza di voler sperimentare un modo diverso di seguire una classe.

Un modo per scalare più facilmente le graduatorie e accedere al ruolo?

Ciò che però è emerso maggiormente è una tendenza a ritenere di iniziare a lavorare da precari sui posti di sostegno, vista l’elevata probabilità di conseguire supplenze annuali e conseguente punteggio, per scalare le graduatorie. L’altra evidenza riscontrata, che si inserisce nella stessa linea, consiste nel maturare esperienza da supplenti su posti di sostegno per poi inserirsi nelle graduatorie concorsuali di posto comune, aspirando all’immissione in ruolo su questa classe di concorso.

Ovviamente si tratta di riflessioni generiche, che però riflettono un dato evidente: questa ‘fuga’ ha generato una sempre più ampia necessità di insegnanti sui posti di sostegno.