Denaro
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Sono passati 4 anni ma la maestra 56enne, Beatrice Valensise, nonostante le sentenze favorevoli emesse dal tribunale di Treviso e dal TAR, sta aspettando ancora il risarcimento che le spetta. Per un anno scolastico intero (da settembre 2018 a maggio 2019) l’insegnante era stata assunta il lunedì per essere poi licenziata il martedì. I mini contratti portarono la maestra a percepire in tutto poco più di 1.500 euro anziché una cifra compresa tra gli 8.000 e i 9.000 euro. 

Maestra precaria assunta il lunedì e licenziata il martedì: ‘Mi sento presa in giro, voglio ciò che mi spetta’

L’incresciosa vicenda è stata riportata da ‘Il Gazzettino di Treviso’. La Gilda degli Insegnanti di Treviso spiega quanto accaduto: ‘L’insegnante aveva sottoscritto con l’IC 3 di Conegliano un contratto part-time di 11 ore che era stato interpretato in maniera “fantasiosa” da parte della scuola, per usare un eufemismo. Nell’aprile del 2021 una sentenza del tribunale aveva sancito il diritto a un equo trattamento economico. Il giudice del lavoro le aveva dato pienamente ragione riconoscendole il servizio a part-time al 50% per tutto l’anno scolastico sia ai fini della retribuzione che della carriera (punteggio), anziché i due giorni settimanali riconosciuti e pagati dalla scuola prima del ricorso’. 

Gilda sottolinea che ‘ad oggi la scuola non ha ancora comunicato i conteggi, né tanto meno ha pagato il dovuto’. Ora la maestra è passata di ruolo e insegna in un’altra scuola: si è rivolta al TAR per avere giustizia. Il Tribunale Amministrativo Regionale le ha dato ragione ordinando al ministero dell’Istruzione, o in subordine all’USR Veneto, di eseguire quanto previsto dalla sentenza del tribunale. Gilda sottolinea, però, che la docente, nonostante i numerosi solleciti, sta ancora aspettando la retribuzione per il lavoro svolto 4 anni fa. 

Michela Gallina, coordinatrice provinciale della Gilda, ha espresso tutta la propria indignazione per il fatto che l’amministrazione non stia rispettando ben due sentenze definitive. Si dovrebbe solamente calcolare la cifra esatta spettante e provvedere al risarcimento. ‘Mi sento presa in giro – ha spiegato Beatrice Valensise al ‘Gazzettino di Treviso’ – vorrei chiudere questa parentesi, ma ormai è anche una questione di principio’.