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Consiglio dei Ministri

Contratto scuola, il nuovo ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si è insediato in Viale Trastevere ma restano le preoccupazioni, nel mondo scolastico, per quanto riguarda gli aumenti salariali. Se da una parte, Giorgia Meloni ribadisce come occorra ‘lavorare sulla formazione scolastica, per lo più affidata all’abnegazione e al talento dei nostri insegnanti, spesso lasciati soli a nuotare in un mare di carenze strutturali, tecnologiche, motivazionali’, dall’altra parte bisogna passare ai fatti, e al più presto.

Rinnovo contratto scuola, la valorizzazione dei docenti parte dagli aumenti stipendiali

Il presidente Anief, commentando il discorso programmatico del premier Giorgia Meloni alla Camera dei Deputati, ritiene doveroso sottolineare come il ‘tempo delle pacche sulle spalle‘ sia ormai terminato e che sia arrivato il tempo degli aumenti stipendiali, a tre, anzi a quattro zeri, sia arrivato il tempo delle assunzioni dei precari storici e degli organici da aumentare

Anief invita il neo ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ad un confronto perché ‘nei prossimi giorni occorrerà entrare nel merito di quelle che, al momento, risultano delle promesse vaghe tutte ancora da definire. Se il premier e il ministro dell’Istruzione – sottolinea il leader sindacale – intendono valorizzare un milione e mezzo di lavoratori della scuola affrontando con i tanti dossier aperti per decidere assieme a sindacati e parti sociali quali sono i primi provvedimenti da prendere, allora ben venga il Governo Meloni.

Se, invece – aggiunge Pacifico – si intende proseguire continuando a camminare sul solco degli ultimi governi, senza trovare altri miliardi per il rinnovo del contratto collettivo nazionale scaduto da 46 mesi, con l’inflazione 10 punti sopra, senza rivedere le regole organizzative e che bloccano le carriere, allora non ci siamo proprio’. 

Stabilizzazione precari e mancata conferma organico aggiuntivo

‘Se non si vuole prendere in considerazione – conclude il leader Anief – il problema della mancata conferma dell’organico aggiuntivo, del precariato sine die, della mobilità bloccata dai vincoli, della mancata parità di diritti dei precari rispetto a chi è di ruolo, allora la mobilitazione in atto si trasformerà in forme di protesta sempre maggiori. Fino allo sciopero generale. È bene che il Governo lo sappia da subito’.