supplenze docenti
lente supplenze

Nonostante l’anno scolastico sia iniziato da più di un mese e mezzo, ancora in molte scuole l’organico docente non è al completo e si ricorre alle GPS per il conferimento di incarichi a tempo determinato. Come sappiamo, anche i docenti di ruolo hanno potuto presentare domanda di inserimento nelle graduatorie scolastiche e pertanto possono accettare eventuali supplenze per la classe di concorso e istituti per cui hanno inoltrato richiesta. Tuttavia, non sempre è possibile: di seguito ricordiamo i casi in cui ciò può verificarsi.

L’articolo 36 del CCNL

I docenti che hanno già un contratto a tempo indeterminato hanno la possibilità di concorrere per la stipula di supplenze: capita, infatti, che non essendo soddisfatti della propria sede di titolarità, non avendo ottenuto trasferimento, assegnazione provvisoria o utilizzazione decidano di migliorare la propria situazione lavorativa accettando incarichi a termine. Ciò è possibile grazie all’art. 36 del CCNL 2007, in cui si stabilisce che: “Ad integrazione di quanto previsto dall’art. 28, il personale docente può accettare, nell’ambito del comparto scuola, rapporti di lavoro a tempo determinato in un diverso ordine o grado d’istruzione, o per altra classe di concorso, purché di durata non inferiore ad un anno, mantenendo senza assegni, complessivamente per tre anni, la titolarità della sede”.

Casi in cui i docenti di ruolo possono ottenere le supplenze

Ecco i casi in cui il docente di ruolo può accettare delle supplenze:

  • Gli incarichi a tempo determinato devono essere annuali, vale a dire al 30/06 o al 31/08;
  • La supplenza deve essere svolta in un grado di istruzione o classe di concorso diversi da quelli in cui l’insegnante è già titolare: ad esempio se si ha la titolarità nella scuola primaria, si può ottenere un contratto a termine nella scuola dell’infanzia, di primo o secondo grado;
  • Non si possono accettare incarichi sul sostegno nello stesso grado di titolarità: il sostegno, infatti, non rappresenta una classe di concorso a sé.

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Nel caso in cui un docente di ruolo accettasse una supplenza, per tutta la durata dell’incarico sarebbe soggetto a quanto stabilito dal CCNL per il personale a tempo determinato e manterrebbe per tre anni scolastici la sede di titolarità (ovviamente senza percepire doppio stipendio): al quarto anno di incarichi annuali dovrà presentare domanda di mobilità per ottenere una nuova sede di titolarità.