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Consiglio dei Ministri

Rinnovo contratto scuola e aumenti stipendi, il governo vorrebbe chiudere il discorso entro la fine dell’anno, nonostante resti ancora da sciogliere il nodo legato alle risorse. I sindacati insistono sul fatto che, allo stato attuale delle cose, le coperture finanziarie sarebbero assolutamente insufficienti per poter garantire aumenti adeguati e sostanziosi a favore del personale scolastico.

Rinnovo contratto scuola, il governo vuole accelerare e chiudere entro l’anno 

Il neo ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, dopo aver praticamente chiuso la questione legata al rinnovo contrattuale del comparto sanità, ha sottolineato come ora ci si debba concentrare sul contratto del comparto Istruzione e ricerca: ‘Occorre risolvere i problemi delle risorse finanziarie – ha dichiarato Zangrillo – per arrivare alla firma entro la fine dell’anno‘.

Dunque, ci sarebbe la ferma intenzione di chiudere la partita entro il 2022. A confermare questa direzione, ci sono anche le dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, intervistato da ‘Orizzonte Scuola’: ‘Sono ottimista – ha dichiarato Naddeo – mi auguro che questo contratto possa essere definito entro il 2022, perché arrivare all’anno prossimo vuol dire firmare l’ipotesi dell’accordo nel 2023. Si sa che, dopo la firma, c’è un iter di controllo molto lungo. Se non dovessimo firmare entro gennaio, il contratto definitivo vedrebbe la luce attorno a maggio e giugno, così siamo davvero molto lontani. Spero pertanto si possa concludere entro la fine dell’anno”.

Il problema principale sembra essere rappresentato da quei 300 milioni che l’ex ministro Bianchi chiese all’ex ministro per la Pubblica Amministrazione Brunetta: in pratica un cambio di destinazione rispetto allo stanziamento previsto nella Legge di Bilancio. L’ultima parola, però, spetta al Ministero dell’Economia e delle Finanze perché da lì deve arrivare l’autorizzazione per l’utilizzo di quei 300 milioni. Oltre a ciò, bisognerà vedere se il nuovo ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intenderà seguire la stessa linea di Patrizio Bianchi, dando, a sua volta, l’ok per il cambio di destinazione di quelle risorse.

Come è noto, al momento, si parla di un possibile aumento stipendiale (lordo mensile) di 100 euro, oltre agli arretrati: naturalmente tutto dipenderà dalle risorse finali che verranno messe a disposizione. Giovedì prossimo, 3 novembre, è in programma il primo confronto tra il ministro Valditara e i sindacati: naturalmente, la questione rinnovo contratto sarà uno dei principali argomenti che verranno toccati.